Falsi contratti per gli smartphone Truffavano Autogrill e Vodafone

Continua il processo iniziato nel 2017: 7 imputati alla sbarra, ma c’è la prescrizione

Falsi contratti per gli smartphone  Truffavano  Autogrill e Vodafone

Falsi contratti per gli smartphone Truffavano Autogrill e Vodafone

Era giugno 2017, quando otto persone furono rinviate a giudizio per le accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, sostituzione di persona e di falso in scrittura privata. Un pool di imputati finiti al centro di un’indagine della Squadra mobile di Rimini che indagò su un vero e proprio ’racket’ degli smartphone messo in piedi dalla banda tra il 2013 e il 2014. Fu proprio in questi anni che, secondo le accuse, il gruppo a cui capo è ritenuto essere il cantante-modello Hervè Olivetti – difeso dall’avvocato Andrea Muratori (in foto) – mise in piedi la maxi truffa che secondo le ricostruzioni fruttò falsi contratti per 435 smartphone, per lo più di marca IPhone.

Un procedimento lungo quello riguardante gli otto imputati, che nelle aule del Tribunale di Rimini ha visto una nuova udienza nei giorni scorsi, danzando sull’orlo della prescrizione che ha già messo fuori dai giochi un imputato e che ora incombe anche per Lorenzo Galli e Angelo Cristian Antuofermo, a cui viene contestata la sola ricettazione.

Discorso diverso per Olivetti, Claudio Barboni, Paolo Pompili, Tommaso La Torre e Ettore Fanti, imputati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa poiché ritenuti dall’accusa coloro i quali tennero saldamente i fili di un raggiro per un valore stimato di 300mila euro. A loro è contestato l’aver utilizzato i dati di grosse società e clienti illustri per ricevere dalla Vodafone massicce forniture di smartphone, che sarebbero poi stati rivenduti senza che le società utilizzate come ’maschera’ sapessero nulla di questi acquisti. Autogrill Spa, Radio Italia, Ikea, Endemol, la stessa Rai e persino anche aziende editoriali come Libero e Il Fatto Quotidiano. Sono solo alcune delle aziende che i presunti truffatori avrebbero preso in causa per ricevere le forniture dalla Vodafone, con il riccionese Olivetti accusato di essere colui che personalmente ritirò i telefoni di ultima generazione e compliato i falsi contratti. La gran parte degli smartphone di ultima generazione così ottenuti, secondo l’impianto accusatorio, veniva poi dirottata su Riccione e da lì rivenduta prima che le parti lese – molte delle quali costituitesi parte civile nel procedimento – si accorgessero della truffa.