Antonietta Beluzzi, la tabaccaia di Amarcord
Antonietta Beluzzi, la tabaccaia di Amarcord

Rimini, 14 gennaio 2020 - Portava una nona ("abbondante") di reggiseno. "Ma non ha mai nascosto il seno prorompente – raccontano i familiari – né i suoi chili di troppo". Antonietta Beluzzi pareva nata per recitare per Fellini. Le fantasie e i sogni del Maestro erano pieni di donne giunoniche. E così andò per Antonietta, diventata famosa nel mondo grazie al ruolo della tabaccaia in "Amarcord". Dopo quel film la sua vita è completamente cambiata, "ma mia zia è rimasta quella di sempre", racconta orgogliosa la nipote, Antonella Beluzzi.

Antonella Beluzzi con la foto della zia Antonietta Beluzzi (la tabaccaia)

Dei primi incontri sul set tra Fellini e l’attrice bolognese, e di come lui scelse la Beluzzi per il ruolo della tabaccaia, si sa praticamente tutto. Pochi sanno invece che la ‘Beluzzona’ - come la chiamava affettuosamente Fellini – era un’assidua frequentatrice di Rimini. Ha trascorso qui insieme alla famiglia tante estati. E anche dopo la sua morte, avvenuta nel 1997, "tanti riminesi, quando tornavamo qui in vacanza, ci parlavano di lei". Impossibile dimenticarla la ‘Beluzzona’. A Marina centro una delle sculture più belle del presepe di sabbia, quest’anno dedicato a Fellini per il centenario, ritraeva proprio la tabaccaia insieme ad altri personaggi di "Amarcord". "Tanti amici mi hanno mandato una foto del presepe – racconta ancora la nipote – con alcune dediche piene di affetto. Sì, i riminesi volevano molto bene alla Tabaccaia".
 

Quando scendeva in spiaggia, a Rimini, "tutti si giravano a vedere mia zia. Lei indossava sempre costumi interi e non nascondeva le sue forme generose. Così tanti uomini se la mangiavano con gli occhi, come e più di Titta nel film... Compresi alcuni mariti, tentando di non farsi scoprire dalle mogli. Alcune donne invece coprivano gli occhi ai figli, perchè non la vedessero...".
 

Ma la ‘Beluzzona’ , una volta vista, non te la scordavi più. Fellini la conobbe sul set di "Otto e mezzo". Lei alla fine non prese parte alla pellicola, ma era soltanto questione di tempo. Perché le strade di Fellini e dell’attrice bolognese si sarebbero di nuovo incrociate pochi anni dopo, quando lui cominciò i casting per "Amarcord". "Fellini si ricordò di mia zia e la fece chiamare. Antonietta si presentò al provino lo superò brillantemente, anche perché aveva capito che Fellini voleva lei per quel ruolo", racconta ancora la nipote. Che allora era solo una bambina, "ma poi, nel corso degli anni, tante volte mia zia mi ha raccontato come erano andate le cose tra lei e Fellini. Era molto fiera di aver recitato per "Amarcord". E dopo il film, ogni volta che veniva a Rimini in vacanza, tanti la riconoscevano e la fermavano". Ecco: a pochi giorni dal centenario di Fellini "mi ha fatto piacere che ci siano stati riminesi che hanno reso omaggio anche a lei. Per tutti era e resterà sempre la tabaccaia, ma era un donna davvero speciale: chi l’ha conosciuta lo sa".