Tuffo nel mare Adriatico

Rimini, 12 agosto 2018 - Voglia di tuffi? Avanti, c’è posto. Il mare è da favola. La riviera si prepara al capodanno dell’estate: Ferragosto è alle porte, negli alberghi (ma anche camping, bed and breakfast e agriturismi) siamo alle soglie del tutto esaurito. E anche l’Adriatico sta facendo la sua parte. Acqua limpida e trasparente, mare chiaro, e sulla temperatura inutile precisare; turisti alla coque. Insomma, «mai vista a Ferragosto un’acqua così bella», conferma Stefano Simoni, coordinatore provinciale dei marinai di salvataggio.

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Uno che in mare ci va tutti i giorni, per lavoro. Stessodisco da un collega, Alberto Pazzaglia, in arte Betobahia, salvataggio a Torre Pedrera: «Il mare è buono, anche a riva, ci sono parecchie meduse, le ‘cassiopee’, che sono lievemente urticanti. Certo che finché non fa una bella mareggiata la ‘foresta’ sul fondo del mare al largo cresce, per l’apporto di acque dolci dai fiumi. Manca forse un po’ di ossigeno, infatti vediamo qualche pesce che viene a respirare negli strati più superficiali».

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«Buona qualità e trasparenza delle acque – conferma Sauro Pari, presidente della Fondazione Cetacea –. In questo periodo siamo parecchio in mare, per le foto identificazioni dei delfini, e anche se ogni tanto, più al largo verso Ravenna, c’è qualche chiazza di olio incombusto che viene dalle navi, l’acqua è generalmente molto bella».

"In questi giorni intorno a Ferragosto la nostra acqua è molto bella e trasparente – sorride Sergio Giordano, veterinario, ambientalista ed esperto di bagni umani e canini –, sembra che le alghe siano tutte a nord extra Provincia». «In superficie acqua pulito, ottimo per i bagni dei turisti – attaccano dalla Cooperativa pescatori di Rimini – ma a otto miglia, una quindicina di chilometri, depositata sul fondo c’è della mucillagine. Che crea difficoltà al recupero delle reti».

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Comunque la pesca al strascico è ferma, dallo scorso 30 luglio al 9 settembre, da Trieste ad Ancona. Resta aperta la pesca ‘di posta’. «Ma in questo caso – aggiunge Massimo Pesaresi, della Cooperativa – le calate durano poco tempo, e i pescatori riescono a recuperare le reti prima che vengano appesantite. Però le barche, una quarantina che praticano la ‘posta’ tra Rimini e Riccione, devono andare oltre le otto miglira, sino a 10-12 miglia nautiche dalla riva, per trovare del pesce». Gli operatori spiegano che per ripulire il fondo servirebbe «una bella mareggiata, di bora o grecale, che duri almeno un giorno; non basta la sfuriata locale di qualche ora». «La mucillagine sta scomparendo – dice Carla Rita Ferrari, dirigente della struttura oceanografica di biologia marina Daphne della Regione, con sede a Cesenatico –, il fenomeno delle macro alghe è molto localizzato. Mi fa piacere che vicino alla battigia l’acqua abbia buona trasparenza».

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