"Le restrizioni adottate a partire da mercoledì per l’accesso alle singole bancarelle sono un provvedimento che abbiamo condiviso con il Comune di Rimini. Ci sta. Il problema vero per noi è la cancellazione totale delle fiere, un danno economico che per i soli 300 ambulanti del Riminese pesa per molti milioni euro di mancati incassi, nei prossimi mesi". La denuncia è di Nicola Angelini, presidente dei Fiva Confcommercio della provincia di Rimini. "A partire dalla rimozione dal calendario della fiera di San Martino a Santarcangelo, poi Morciano e Bellaria – prosegue Angelini –, a una serie di manifestazioni tipiche della stagione autunnale, quello che era una importante fonte di reddito aggiuntiva a un’attività che ha il suo punto forte solo nella stagione estiva. Non parliamo di sole fiere e sagre del territorio: io personalmente partecipavo a eventi a Udine, Trieste, Rovigo, Verona, Ascoli e così via. Tutti spariti". "Problemi ancora più rilevanti – conclude il presidente Fiva Confcommercio – per gli operatori delle bancarelle gastronomiche, piadina, salumi, porchetta, che erano attive solo in occasione delle sagre. Quelle sono sparite".