Montescudo (Rimini), 24 luglio 2015 -  A Trarivi, piccola frazione sulle colline di Montescudo, nell’entroterra riminese, delle suore ‘così’ non le aveva mai viste nessuno. Certo non capita tutti i giorni di imbattersi in due religiose, rosario in mano e classico abito nero, che si scambiano un lungo bacio carico di passione, mentre un prete, alle loro spalle, benedice l’unione. Il tutto, per di più, proprio davanti all’altare dell’antica chiesa della Pace, da tempo in disuso ma mai del tutto sconsacrata. Questa la scena che mercoledì ha fatto drizzare i capelli a diversi residenti del piccolo borgo tra Romagna e Marche. In molti hanno pensato a uno scherzo. In realtà preti e suore erano solo i figuranti di un set fotografico allestito per l’occasione dall’artista faentino Giorgio Augelli, che ha deciso di dedicare la sua prossima mostra al rapporto «tra sacro e profano», scegliendo come location per i suoi scatti la chiesa della Pace.

LA COSA, però, non è andata giù ai montescudesi, che hanno subito chiamato i carabinieri. In un attimo i militari si sono precipitati sul set, scortati dall’amministrazione comunale. Augelli e i suoi collaboratori non hanno potuto far altro che raccogliere il materiale e andarsene. «Davvero non riesco a capire il perché di questo divieto – protesta il fotografo –. Mi rendo conto di aver scelto un soggetto che da molti può essere considerato provocatorio. Ma la mia intenzione non era affatto quella di dare scandalo. Io e i miei collaboratori stavamo semplicemente realizzando un’opera artistica. Ci hanno detto che l’accesso alla chiesa non era consentito, ma chiunque può raggiungerla passando dal grande prato sul retro. Inoltre in primavera mi ero recato in municipio per chiedere il permesso di utilizzare il luogo per degli scatti fotografici, e nessuno mi aveva fatto problemi». L’amministrazione comunale di Montescudo, per il momento, preferisce non rilasciare commenti ufficiali. Il vice sindaco Ruggero Gozzi ha solo precisato che «il Comune sta valutando, assieme alla Curia di Rimini, eventuali azioni legali, visto che è stata commessa una violazione alla proprietà privata. Vorrei ricordare che nei pressi della chiesa si trova anche il Museo della Linea Gotica, che viene gestito dall’amministrazione. Aggiungo che il tema degli scatti fotografici non ci è sembrato per nulla appropriato a un luogo sacro come la chiesa della Pace e che la cosa non è piaciuta a diversi residenti».