Fred Bongusto al centro con il ristoratore Fulvio Binotti a sinistra
Fred Bongusto al centro con il ristoratore Fulvio Binotti a sinistra

Rimini, 9 novembre 2019 - Quando era sul palco incantava e fuori dall’Embassy o dal Vallechiara, tra Rimini e Riccione, c’era la folla di donne e ragazze che attendevano la sua uscita. Ma per chi ha conosciuto Fred Bongusto, scomparso ieri all’età di 84 anni dopo una lunga malattia, dietro al personaggio c’era una persona affabile, divertente e affatto snob.

«Ricordo quando arrivava con Bruno Martino - racconta Elio Tosi anima per tanti anni dell’Embassy e conoscitore delle notti dell’epoca d’oro della Riviera -. Bongusto era diventato un amico. Era una persona espansiva e voleva stare in mezzo al pubblico, cosa che lo faceva amare da tutti. Dagli anni Sessanta e per tutti i Settanta è venuto diverse volte».

Erano le estati mitiche per la riviera, quando il mare tra Rimini e Riccione calamitava i grandi personaggi del mondo dello spettacolo. Erano i tempi della dolce vita riminese e Bongusto arrivava per cantare nei locali. «Era molto professionale. Al pomeriggio provava per diverso tempo con l’orchestra, voleva che fosse tutto perfetto». Non una primadonna, «ma una persona che voleva stare in compagnia. Mangiava con noi e dopo lo spettacolo gli davamo una mano. C’erano tante signore che lo attendevano fuori e per evitarle lo facevano uscire dalla cambusa».

Dall’Embassy al Paradiso, Bongusto riempiva sempre il locale. Lontano dal palco amava ciò che regala questo territorio. «Siamo rimasti amici a lungo - ricorda Fulvio Binotti del ristorante Da Carlo a Riccione -. Ci siamo sentiti fino a pochissimi anni fa. Quando era a tavola amava mangiare i nostri piatti, i tagliolini come li facciamo da queste parti e soprattutto la sogliola panata, ne era ghiotto, mi diceva che fatta con un po’ di pangrattato come la presentiamo da queste parti non l’aveva mai assaggiata. Un giorno mi arrivò una chiamata, era lui e mi chiamava dalla sua casa a Ischia. Mi passò il suo cuoco e mi disse ‘digli come si fanno le sogliole, mi raccomando diglielo bene’. Mi dispiace per la sua scomparsa. E’ stato un grande, e la tv purtroppo lo ha dimenticato».

Per decenni Bongusto ha frequentato i locali della città, spesso al Vallechiara, e non era certo il solo. Da Mina a Celentano e tantissimi altri, le serate nei locali della riviera erano uno spettacolo continuo. Poi, Bongusto assieme ad altri si vedevano al ristorante il Calderone per chiacchierare, e «facevano anche i conti di come era andata». Ma il cantante di ‘Una rotonda sul mare’ «non se la tirava - ricorda Oscar Del Bianco, del Block 60 -. Siamo rimasti amici per tanto tempo. Quella volta i cantanti non si fermavano un solo giorno per lo spettacolo e poi ripartivano come accade oggi. Stavano anche una settimana. E io e lui eravamo spesso assieme. Era un patito del tennis, anzi era fissato. Un giorno si presentò con le nuove racchette fatte arrivare dagli Stati Uniti. Quando aveva un’ora libera mi diceva, ‘andiamo a giocare’».