Il sostituto procuratore Davide Ercolani che coordina le indagini
Il sostituto procuratore Davide Ercolani che coordina le indagini
Lei era stata chiarissima: la loro relazione era finita e lui doveva smetterla di cercarla. A nulla però erano valse quelle preghiere. L’ex marito, un 53enne albanese, aveva continuato a non darle tregua, presentandosi sotto casa della donna e dando libero sfogo ai suoi attacchi di rabbia e gelosia. Un giorno, mentre stavano litigando, sul telefonino di lei era arrivata la chiamata di un’amica. Lui, stando alla ricostruzione fatta dagli...

Lei era stata chiarissima: la loro relazione era finita e lui doveva smetterla di cercarla. A nulla però erano valse quelle preghiere. L’ex marito, un 53enne albanese, aveva continuato a non darle tregua, presentandosi sotto casa della donna e dando libero sfogo ai suoi attacchi di rabbia e gelosia. Un giorno, mentre stavano litigando, sul telefonino di lei era arrivata la chiamata di un’amica. Lui, stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, sarebbe andato su tutte le furie, pensando forse ad un possibile amante. "Se non richiami quel numero ti brucio" sarebbe stata la sua minaccia. E’ uno dei tanti episodi che hanno spinto il gip del tribunale di Rimini Benedetta Vitolo ad emettere una misura cautelare personale nei confronti del 53enne, a cui è stato imposto il divieto di avvicinamento alla residenza e ai luoghi frequentati dall’ex moglie.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani hanno infatti evidenziato come la donna nel 2020 per fuggire dalle minacce di morte dell’ex marito era stata costretta a passare diversi mesi all’estero prima di tornare a Rimini e riprendere una vita normale. Nonostante il divorzio però, l’uomo non si rassegnava tanto che una sera si era introdotto in casa dell’ex moglie da una finestra e l’aveva minacciata con un coltello. Nel caso in cui il 53enne dovesse contravvenire al divieto di avvicinamento all’ex moglie, scatterebbe l’arresto.

"Non ti ammazzo solo perché sei la madre dei miei figli. Se lo dici a nostro figlio uccido tutti e due" Questa un’altra delle minacce, che si aggiungono a botte e vessazioni, che l’albanese avrebbe riservato quasi quotidiniamente alla ex moglie, portandola quindi a farsi coraggio e a troncare quella storia d’amore tossica, cercando altrove un’altra vita. Un fatto che lui non avrebbe mai mandato giù, tanto da dare inizio a una serie di persecuzioni, per i quali è ora accusato di stalking dalla procura di Rimini: spesso, ha raccontato la donna, l’uomo la pedinava, chiedendole costantemente chi avesse fatto entrare in casa. La sfortunata viveva ormai in uno stato di ansia perenne, che l’aveva portata a modificare le proprie abitudini, cambiando spesso abitazione, e addirittura trasferendosi per un breve periodo in un altro paese.

Lorenzo Muccioli