Rimini, 21 maggio 2018 - «La gang dei bomboloni’ fa razzia di paste nei bar del lungomare di Cattolica. Autori, quattro ventenni parecchio su di giri che usciti dalla discoteca in preda alla «fame chimica» (come loro stessi l’hanno definita), si sono messi sulle tracce del fattorino che al mattino presto consegna le paste ai locali. Risultato, dopo una colossale scorpacciata, i bravi ragazzi sono stati arrestati in blocco. Sono tutti ai domiciliari e questa mattina saranno processati per direttissima. Hanno talmente tante aggravanti che rischiano una salassata.

A chiamare i carabinieri è proprio il fattorino che rifornisce i bar. Il quale dopo avere lasciato i bomboloni appena sfornati in un locale di cui aveva le chiavi, nel tornare indietro nota un gruppetto di ragazzi che cerca di forzarne la porta. Lui tira due urli e quelli scappano, ma dieci minuti dopo li rivede davanti a un altro bar dove aveva fatto la consegna: il grosso cabaret di paste che aveva lasciato poco prima nel gabbiotto attiguo al locale pronte per il titolare, è sparito. Non ha dubbi, sono stati loro che sembrano seguire le sue tracce, o meglio il profumo dei bomboloni alla crema che si porta appresso. Passa tutto ai carabinieri, i quali vanno dritti al secondo locale dove sanno esserci le telecamere. E quello che vedono è decisamente esilarante: le riprese mostrano i quattro che incappucciano ben bene come se dovessero mettere a segno il colpo del secolo, entrano nel gabbiotto e si impossessano del dolce tesoro.

I militari li rintracciano ormai satolli nella zona, e quando chiedono loro conto della razzia di paste, questi reagiscono come se avessero fatto una birichinata, ammettendo di avere, forse, ‘passato’ altri bar che non ricordano: «Avevamo fame, sapete quella fame chimica dopo la discoteca?». Cambiano espressione però quando i carabinieri fanno loro l’elenco delle stupidaggini che hanno fatto, e il conto finale è un paio di manette. A quel punto sono veramente spaventati, terrorizzati soprattutto da quella che potrebbe essere la reazione dei genitori. E c’è chi disperato chiama la nonna perchè faccia da mediatrice. Il gruppetto, tre operai e uno studente, tutti residenti nella zona, finisce quindi agli arresti domiciliari, con dei genitori inviperiti che se li vanno a riprendere in caserma. I quattro, difesi dall’avvocato Nicolò Nadir Durzi, questa mattina compariranno a orecchie basse davanti al giudice. Passare dal dolce all’amaro è stato un attimo.