Gatto trafitto da una freccia muore dopo 24 ore

Il micio è stato trovato a Monte Colombo agonizzante dopo essere stato colpito con una balestra. Dai social parte la caccia al killer

Gatto trafitto da una freccia muore dopo 24 ore
Gatto trafitto da una freccia muore dopo 24 ore

Trafitto con un dardo di una balestra presumibilmente scoccato da distanza ravvicinata. E’ stato ucciso in questo modo un gatto appartenente a una colonia felina nella zona di via San Marco, via Belarda a Monte Colombo nel comune di Montescudo-Monte Colombo. A offrire tutti i riferimenti è Max Lemmo, presidente dell’associazione Konrad Lorenz che gestisce il canile di Riccione e il servizio per le colonie feline nel comune di Montescudo-Monte Colombo. "Lo faccio perché intendiamo cercare il responsabile di un simile gesto, crudele". Ieri in un primo post comparso sula pagine del canile riccionese è stato chiesto ai residenti di segnalare qualsiasi cosa potesse ricondurre al responsabile di un simile gesto. In quel momento il gatto era ancora vivo, anche se agonizzante. Poche ore dopo è deceduto.

Nella giornata di martedì il gatto era stato trovato dal personale del canile ferito. "In un primo momento non ci eravamo accorti della causa perché il dardo era conficcato nel corpo e si era spezzato rimanendo all’interno. La veterinaria ha capito di cosa si trattava dopo la radiografia. La posizione della freccia lascia pensare che chi ha commesso il gesto si sia avvicinato al gatto scoccando la freccia quando lo aveva davanti". Un comportamento che Lemmo ha persino difficoltà a commentare tanto che nel primo post sui social, scritto di getto, si poteva leggere "Che tu sia maledetto". "Di solito sono più misurato, ma davanti a tanta crudeltà gratuita non sono riuscito a contenermi".

Il canile ha già denunciato l’accaduto ai carabinieri forestali. La morte dell’animale porterà anche ad aggravare la posizione di chi ha commesso il fatto. Al canile hanno tutte le intenzioni di non lasciare nulla al caso. Dopo la denuncia e l’avvio delle indagini l’istituto di zooprofilassi di Forlì eseguirà l’autopsia sul corpo del gatto per certificarne le cause. Poi la speranza di Lemmo e dei collaboratori e volontari della struttura è quella che qualcuno a Monte Colombo si faccia vivo e dia indicazioni importanti per risalire al responsabile. "Per quanto ci compete abbiamo già allertato gli avvocati - chiude Lemmo -. Nel momento in cui dovesse essere individuato chi ha commesso un atto tanto crudele daremo mandato ai legali di intraprendere qualsiasi azione percorribile".

Andrea Oliva