Tavares con il suo cane

Rimini, 12 luglio 2018 - Per Eddy Tavares le condanne non finiscono mai. Dopo quelle che gli sono state inflitte per avere sfregiato con l'acido l’ex fidanzata, Gessica Notaro, il capoverdiano ha dovuto fare i conti con la giustizia anche per quel cane di cui diceva di non poter vivere senza. Sei mesi di carcere, senza pena sospesa, è la condanna inflitta qualche giorno fa dal giudice per omessa custodia di quel contesissimo pitbull diventato per lui una vera fonte di guai. La prima volta era stata quando gli aveva tagliato le orecchie. Una pratica non così insolita sembra, anche se vietata dalla Convenzione europea di Strasburgo. Quella barbarie aveva spinto il magistrato a sequestrare a Tavares il piccolo Shark, indagando lui per maltrattamenti. Vedersi portare via il pitbull, aveva fatto letteralmente impazzire il ragazzo che aveva cercato in ogni modo di riprendersi l’animale. Formalmente sotto sequestro, Shark era stato poi riaffidato a Tavares in qualità di custode, ma ecco che due giorni prima dell’aggressione a Gessica sotto casa, il cane era improvvisamente sparito. 

Gessica Notaro con le sorelle Silvia e Noemi (LaPresse)

Nonostante i despistaggi e le bugie, la Polizia aveva arrestato Tavares qualche giorno dopo: gli inquirenti non avevano dubbi, a sfregiare la ragazza era stato l’ex fidanzato che voleva vendicarsi dell’abbandono. Ma quando erano andati a prenderlo, avevano scoperto anche che il pitbull che gli era stato affidato in custodia era sparito ed era stato sostituito con un altro. Che fine aveva fatto Shark? Mentre Gessica cominciava il suo calvario tra ospedale e interventi, lui dal carcere gridava la sua innocenza. Ma nonostante l’ostinazione con cui negava le accuse, il processo per l’acido si era concluso con una condanna a dieci anni di carcere. 

image

Di lì a qualche mese, Tavares era tornato sul banco degli imputati, questa volta per lo stalking nei confronti di Gessica e per i maltrattementi inflitti al pitbull con il taglio delle orecchie. Shark nel frattempo era stato ritrovato a casa di un amico di Tavares, e la conseguenza era stata una denuncia per omessa custodia. Il processo per stalking si era chiuso con un’altra mazzata: sei anni e mezzo per la persecuzione alla ragazza e il resto per i maltrattamenti a Shark. Il quale continua a costargli parecchio. 

image

La scorsa settimana, il capoverdiano, difeso dall’avvocato Stefano Tura, è tornato per la terza volta sul banco degli imputati per la sparizione del cane. Il giudice ha chiuso con una condanna a sei mesi che vanno ad aggiungersi alle altre due. Un bel po’ di anni di galera da scontare che Tavares spera di assottigliare con il ricorso in Appello. E mentre lui si allena in carcere per mantenere i bicipiti, Gessica continua la sua strada con un coraggio da leone.