Giulio Lolli
Giulio Lolli

Rimini, 3 novembre2017 - Giulio Lolli, imprenditore bolognese da 7 anni latitante in Libia, ricercato dalla giustizia italiana per le truffe della Rimini Yacht, con due mandati di cattura internazionale, emessi dalla Procura di Rimini, è stato arrestato dalle forze speciali di deterrenza ‘Rada', militari che dipendono dal Ministero dell’Interno libico.

Giulio Lolli, il latitante parla dalla Libia

L'imprenditore è stato fermato all'alba di martedì 29 ottobre nella sua casa di Tripoli, dove si trovava assieme alla sua compagna, dalle autorità libiche per motivi interni. L'arresto, quindi, per quanto confermato dalle autorità libiche, non è ancora stato motivato con una formulazione ufficiale di accuse da parte del procuratore generale a Tripoli. La compagna ha raccontato che a prelevare Lolli sono stati 5 uomini, subito dppo è stata lei ad avvertire il personale dell'Ambasciata italiana a Tripoli.

Secondo le informazioni raccolte, sarebbero militari delle forze speciali di deterrenza 'Rada', militari che dipendono dal Ministero dell'Interno libico. Al momento pare che l'arresto non sia legato alla richiesta di estradizione - comunque ancora attiva - fatta dalla Procura di Rimini nel 2011 ma potrebbe riguardare fatti nuovi o ipotesi di reato commessi in Libia. 

Lolli in Italia è accusato di estorsione, associazione per delinquere, truffa, falso e appropriazione indebita. Da qui, nel 2010, è fuggito rocambolescamente in Libia. Lì è finito nelle carceri di Gheddafi, nel gennaio 2011, dalle quali è stato liberato dalle milizie ribelli, alle quali si è unito per un periodo, dopo che gli è stata negata l’estradizione. In Libia, dopo aver partecipato alla rivolta, era diventato uno dei luogotenenti delle forze speciali di sicurezza marittima del porto di Tripoli, guidate dal comandante Taha El Musrati, col compito dichiarato di fermare gli scafisti.

Intanto, però, in Italia si st celebrando il processo in contumacia: la prossima udienza è fissata il 16 gennaio prossimo.

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Con l’arresto dei giorni scorsi si chiude così un altro capitolo dell’imprenditore bolognese Giulio Lolli, il pirata della maxi truffa di Rimini Yacht, società che vendeva barche di lusso e che è fallita portandosi dietro un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto importanti esponenti della Guardia di finanza, finanzieri legati alla P3 ed è arrivata a lambire perfino indagini riguardanti la ‘Ndrangheta. In Italia, Lolli è accusato di una truffa milionaria, basata, sostanzialmente, sulla vendita degli stessi yacht ad acquirenti diversi. Oltre a questo avrebbe nascosto all’erario oltre 40 milioni di ricavi.

Nel corso degli anni gli sono state sequestrate due ville, una a Pennabilli (Rimini) e l’altra a Casalecchio di Reno, per un valore di 2 milioni.