Giulio Lolli in un fotogramma del video pubblicato  sul nuovo sito internet
Giulio Lolli in un fotogramma del video pubblicato sul nuovo sito internet

Rimini, 15 dicembre 2015 - La capacità di adattamento di Giulio Lolli è quasi una forma d’arte. L’ex presidente della Rimini Yacht da anni inseguito dalla Criminalpol, in Libia ha ricostruito la sua vita diventando un signor qualcuno, così come lo era in Italia quando regnava sulla nautica. Al punto che nonostante sia un latitante, ha creato un sito web in cui racconta la sua vecchia vita e quella nuova.

Ci sono foto che lo danno in gran forma, commenti sulla politica italiana e quella internazionale, articoli scritti su di lui che ne alimentano la leggenda. ‘Chi sono’ e ‘Dicono di me’, sono le parti più interessanti, in cui ripercorre la sua fuga da Rimini «per evitare le conseguenze del fallimento della Rimini Yacht». Non dice quanta gente si è lasciato dietro nei guai fino al collo, nè parla di moglie e figli.

Adesso veste i panni del ‘capitano Karim’, così come si è battezzato dopo la fuga dalla prigione libica, la sua partecipazione alla rivoluzione e la conversione all’Islam, vera o finta che sia.

Lolli-Karim è un altro uomo, almeno all’apparenza. Perché nella sostanza, ha ricostruito un altro suo piccolo regno anche in quel di Tripoli. Sulla sua capacità imprenditoriale, niente da dire. Se non fosse affondato nel buco della società e delle maxi truffe con gli yacht, sarebbe rimasto uno dei principi della nautica italiana. Un talento naturale che ha trapiantato in Libia dove ora, dice, è il responsabile militare per il porto di Tripoli. E si vanta di un successo conquistato a caro prezzo.

«Sono titolare di due società di maritime service e pesca – scrive – ho vinto un importante appalto per la costruzione di imbarcazioni e lavoro ufficialmente come consulente e capitano di corvetta presso la marina militare di Al Nawassi che dipende dal ministero della Difesa del governo di Tripoli».

L’altra faccia è quella dell’eroe: «Partecipo regolarmente a missioni di recupero via mare di feriti e sfollati dalle zone di guerra».

Tutto alla faccia degli inquirenti che gli danno la caccia e che solo per un momento si erano illusi di avere messo fino al suo navigare. Ma un ‘pirata’ di lungo corso come lui non è di quelli che si stanano tanto facilmente. E non fa mistero di non avere nessuna intenzione di tornare in Italia per finire in galera. A vederlo sul web sembra stia a due passi, in realtà è lontano anni luce.

E mentre i magistrati stanno mettendo insieme le carte per armare i processi che lo vedono protagonista (uno è previsto proprio per oggi), lui se ne fa beffe facendosi intervistare via Skype da Gianmarco Morosini di San Marino Rtv. Lo speciale, andrà in onda stasera alle 20. Il titolo è ‘L’ultimo avventuriero’.