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9 mag 2022

Gli alpini invadono il lungomare Rimini si ferma per la parata finale

Oltre 90mila penne nere hanno sfilato tra due ali di folla. In serata il controesodo dopo quattro giorni di festa

Gonfaloni, stendardi, bandiere, striscioni, il labaro con le 216 medaglie d’oro alpine, bande, fanfare e reparti militari hanno sfilato tra due ali di folla entusiasta. Tantissimi riminesi ma anche molti turisti accorsi per salutare le penne nere. Quasi tutti armati d i smartphone per scattare foto e selfie. La prima fanfara militare della Brigata Taurinense, seguita dalle 19 bandiere dei reggimenti, ha aperto la lunga maratona degli alpini, durata quasi 12 ore: sfilata conclusiva, gran finale della 93esima Adunata nazionale, quattro giorni tra eventi, celebrazioni, canti e brindisi nelle vie e piazze di Rimini. Oltre 90mila penne nere hanno percorso, divise a scaglioni, in direzione nord il lungomare Di Vittorio e Regina Elena costellato di bandiere tricolore, sino all’area di scioglimento del maxi-corteo, all’altezza di piazza Marvelli. Zona a mare della ferrovia blindata e irraggiungibile se non a piedi, con 160 agenti della polizia locale schierati. Il controesodo alpino è iniziato dal primo pomeriggio, con la marea di penne nere in partenza dalla stazione e dai vari punti dove sostavano camper, pullman e auto private. Inevitabili i disagi per il traffico.

All’altezza del Bagno 72, davanti alla tribuna d’onore, gli alpini in corteo hanno reso omaggio alle autorità. Il ministro della Difesa Guerini, quello dell’innovazione tecnologica Colao (entrambi alpini), il ministro D’Incà, il Capo di stato maggiore dell’Esercito generale Pietro Serino, il generale Francesco Figliuolo, il generale Claudio Graziano (presidente comitato militare della Ue), il presidente della Regione Stefano Bonaccini, il vescovo Francesco Lambiasi.

Tra i 90mila non è voluto mancare Giovanni Alutto, nato il 15 novembre 1916: "Desideravo la sfilata, sono due anni che l’aspettavo. Ho 105 anni, potrebbe essere l’ultima per me. Per me è tanto", ha detto a margine dell’evento prima di raggiungere il palco d’onore. Alutto è sopravvissuto alla campagna di Russia della seconda guerra mondiale e ha combattuto "dal fronte occidentale all’Albania. E poi da ultimo in Russia", ha ricordato.

La sfilata, durata fino a sera, ha visto il passaggio degli alpini suddivisi in settori, preceduti dalle formazioni militari, dalle sezioni estere e da Protezione civile e Sanità alpina. A fare da colonna sonora le fanfare delle due Brigate alpine dell’Esercito: la Taurinense e la Julia. Ultima a sfilare la Sezione Bolognese–Romagnola, con il gruppo di 148 bandiere a ricordo degli anni del Corpo degli alpini. A conclusione il passaggio della ’stecca’, il testimone della sfilata alla città di Udine, che organizzerà l’edizione del prossimo anno.

Mario Gradara

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