Simone Giampaolo, uno  dei baristi del Caffè del Grand Hotel di Riccione
Simone Giampaolo, uno dei baristi del Caffè del Grand Hotel di Riccione

Riccione (Rimini), 26 giugno 2019 - Sul Caffè del Gran Hotel di Riccione, che aveva aperto i battenti il primo giugno, si è abbattuta la mannaia. Il Comune, tramite posta certificata del 20 giugno, notificata alla Residenza Grand Hotel Riccione srl, ne ha disposto la chiusura immediata. Per porre rimedio alla situazione e riaprire il pubblico esercizio occorre presentare una nuova Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), alle Attività produttive e Suap, ma intanto l’estate incalza e le quattro/cinque persone assunte per il locale restano senza lavoro. Nel mirino soprattutto il bagno e l’antibagno per clienti, compresi i portatori di handicap che di fatto, non è stato realizzato, ma non a caso.

Come spiega il patròn dello storico Hotel, Gianni Andreatta: «Il servizio esiste già nel negozio attiguo, direttamente collegato e che tra l’altro appartiene alla stessa proprietà ed è gestito dalla medesima impresa. Per raggiungere la toilette, non bisogna passare dall’esterno, ma solo salire un gradino di circa 10 centimetri, dotato di una rampa amovibile».

Serve anche il documento sulla disponibilità dei locali con planimetria e regolarizzare la visura camerale. Come spiegano gli interessati, che avevano fatto presente la situazione anche all’Ausl, si è proceduto in buona fede. Sta di fatto che il caffè, aperto nei locali che prima ospitavano un minimarket, ora resta chiuso, offuscando una zona strategica. Hanno i volti scuri i dipendenti, in particolare Simone Giampaolo, arrivato a lavorare da fuori Riccione. «L’umore è pessimo – esclama – , sono molto amareggiato, speriamo che la situazione si risolva in fretta. Siamo rimasti aperti appena venticinque giorni».

Molto amareggiato Andreatta, che è il procuratore della Marebello, società proprietaria del Grand Hotel, tuttora chiuso: «Quando abbiamo ricevuto la notifica di chiusura, siamo rimasti davvero male, anche perché gli introiti delle attività commerciali ci servono per mantenere il Grand Hotel che, prima o poi, si spera di poter aprire». Prosegue: «Sono molto amareggiato per quello che è successo, non entro nel merito, perché è una questione tecnica. Posso dire che stiamo preparando il progetto da presentare in Comune, procedendo attraverso il canale delle manifestazioni d’interesse. Spero solo che in tutto questo ci sia vicinanza e collaborazione con il Comune».