Antonio Pirrottina, 47 anni, professore di discipline meccaniche all’istituto Battista
Antonio Pirrottina, 47 anni, professore di discipline meccaniche all’istituto Battista

Rimini, 22 settembre 2021 - Aveva detto di essere pronto ad andare fino in fondo, "anche a costo di rimetterci lo stipendio". Così alla fine è stato. Antonio Pirrottina, 47 anni, professore di discipline meccaniche e tecnologiche all’istituto professionale Leon Battista Alberti di Rimini, è tra gli insegnanti anti-Green pass raggiunti nei giorni scorsi da un provvedimento di sospensione per essersi rifiutati di esibire il passaporto verde al loro ritorno in aula. Il docente si prepara ora a dare battaglia e annuncia di essere pronto a presentare un ricorso contro questa decisione "che mi impedisce di svolgere il lavoro che amo".

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Pirrottina, quando le è stata comunicata la sospensione?
"Il 14 settembre scorso via Pec dalla dirigenza scolastica, la quale mi ha informato di aver mandato apposita comunicazione anche alla ragioneria dello Stato per il congelamento dello stipendio. Tutte le mattine mi sono recato al lavoro in orario di servizio e per cinque volte mi è stato vietato l’accesso in quanto sprovvisto e dichiaratamente contrario al Green pass. Al quinto richiamo ufficiale, è scattata la procedura automatica prevista dalle circolari ministeriali. Tutto come da copione".

Ora cosa succede?
"A questo punto il ricorso al giudice del lavoro è l’unica strada da percorrere. Ho messo tutta la documentazione in mano ad un avvocato che mi sta seguendo in questa partita".

E se anche il giudice dovesse darle torto?
"Allora valuterò cosa fare. Di certo non intendo sottostare all’obbligo del Green pass solo perché me lo dice Mario Draghi o il ministro Speranza. Vorrei che anche la giustizia italiana si esprimesse su quella che io ritengo un’imposizione del tutto anticostituzionale".

Intanto però è senza stipendio.
"Avevo già detto a suo tempo di essere pronto ad andare fino in fondo. In questi giorni ho partecipato anche a diversi incontri pubblici nelle piazze riminesi. Mi batto per smuovere le coscienze".

La stragrande maggioranza del personale che opera in ambito scolastico è però in regola con il Green pass.
"E’ normale, tante persone hanno famiglia e avevano paura di rimanere senza soldi. Però so di altri cittadini, tra personale docente, Ata e amministrativi, che si stanno muovendo per presentare dei ricorsi. Ricorsi che a mio modo di vedere diventeranno una valanga, visto che recentemente l’obbligo è stato esteso a tutte le categorie lavorative, sia nel settore pubblico che in quello privato".

Al momento però quella del Green pass è l’unica soluzione di buonsenso per consentire la ripresa delle lezioni in presenza.
"Non sono d’accordo. Per me è una questione di principio. Trovo intollerabile che una mamma sprovvista di tessera verde debba rimanere alla porta di asili e scuole elementari e non possa entrare per raggiungere i propri figli".