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4 giu 2022

"I nostri affari non vanno a passo di lumaca"

Nicola Borghetti e Francesca Berti hanno cambiato vita e aperto un allevamento di chiocciole. "Siamo sommersi dalle richieste"

4 giu 2022

L’ultima cosa che avrebbero potuto immaginare nella vita era di avviare, da autodidatti, un allevamento di lumache che oggi comprende circa 600mila esemplari ed è fra i più grandi in Romagna. Nicola Borghetti e Francesca Berti – un passato nel settore della ristorazione, lui, e dell’abbigliamento, lei – decidono nel 2018 di cambiare vita e dedicarsi all’allevamento di questi curiosi animaletti, da cui si ricavano non solo carni prelibate, ma anche una bava utilizzata come ingrediente cosmetico. Nasce così, nelle campagne di Poggio Berni, ‘Il regno delle chiocciole’.

Borghetti, com’è nata l’idea? "Sentivamo che era giunto il momento di dare una svolta: le nostre attività andavano bene, ma volevamo creare qualcosa che fosse totalmente nostro. Abbiamo preso in comodato d’uso gratuito un terreno abbandonato, l’abbiamo arato e dato il via alla nuova avventura".

Non sarà stato facile partire da zero.

"I primi due anni sono stati veramente duri. Abbiamo dovuto cimentarci in innumerevoli prove prima di capire quale fosse il metodo di allevamento giusto e abbiamo dovuto realizzare l’impianto per intero. Ancora oggi continuiamo a imparare e a migliorarci: in natura non esistono ricette scritte, si impara solo sul campo".

Che metodo di allevamento utilizzate?

"È un allevamento in campo aperto, senza gabbie né recinti, come si usava in passato. Le lumache sono libere di ‘pascolare’ per il campo; le loro dimore sono tavole di legno, sotto le quali possono trovare riparo da eventi atmosferici violenti come la grandine e nascondersi dagli uccelli predatori. Il problema più grave per gli allevamenti di lumache, infatti, è l’elevata mortalità, dovuta agli animali predatori".

Un’altra minaccia è la carenza di piogge.

"Per questo il terreno va selezionato con cura, dev’essere in grado di trattenere l’umidità e adatto alla coltura di piante utili ad alimentare e ombreggiare le chiocciole".

Come commercializzate i vostri prodotti?

"Vendiamo le chiocciole già pulite e spurgate, all’ingrosso e al dettaglio. È possibile anche ordinarle online: spediamo in tutta Italia. Abbiamo realizzato anche una linea di cosmetici per viso, corpo e capelli, tutti a base di bava di lumaca, estratta senza far soffrire gli animali".

Come vanno gli affari?

"A gonfie vele: tre anni fa non sapevamo a chi vendere il primo chilo di lumache e ora siamo letteralmente sommersi dalle richieste, sia da parte di ristoratori che da privati. Ogni anno destiniamo alla gastronomia 2.500 chili di lumache e riusciamo a coprire solo una piccola parte della domanda".

Un successo strepitoso, tanto che vi siete inventati addirittura una ‘sagra della lumaca’.

"Si terrà oggi e domani all’anfiteatro di Poggio Berni, siamo già alla seconda edizione. Ci saranno concerti, stand gastronomici, cena a base delle nostre lumache e un’attesissima novità: il palio della lumaca".

Vince la lumaca più ‘veloce’?

"Vince chi punta sulla lumaca più veloce, ovviamente senza mai toccarla".

Maddalena de Franchis

© Riproduzione riservata

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