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10 apr 2022

I profughi trovano posto nella casa per anziani

La struttura di Talamello ha accolto donne e bambini fuggiti dall’Ucraina . Sono oltre quaranta i rifugiati trasferiti da Rimini in Alta Valmarecchia

L’incontro con il vescovo Turazzi
L’incontro con il vescovo Turazzi
L’incontro con il vescovo Turazzi

L’alta Valmarecchia intera si mobilita per accogliere 42 profughi ucraini. Tra Pennabilli e Talamello, passando per Maiolo e Novafeltria, meno di 10 giorni fa sono arrivati coppie di anziani, mamme, nonne e bambini, fuggiti dalla guerra. La Fondazione San Paolo (braccio operativo della Caritas diocesana San Marino Montefeltro) ha assunto anche del personale per organizzare l’accoglienza in case della curia, rifugi ed ex case di riposo. "Abbiamo predisposto con assunti e gruppi di volontari – racconta Maurizio ’Moris’ Cima, presidente della Fondazione – più di 40 posti letto.Ci è arrivata la richiesta dalla Prefettura di Rimini e in meno di tre giorni, abbiamo riabilitato cucine e pulito strutture. I profughi ora sono ospiti della casa della curia a Pennabilli, in due abitazioni in gestione a Novafeltria e Santa Maria d’Antico e nell’ex casa di riposo di Talamello, che era rimasta ’sfitta’ 15 giorni fa, perché gli anziani ospiti sono stati trasferiti alla Rsa di Novafeltria. Un lavoro di squadra che ha visto persone in azione anche per la raccolta di beni di prima necessità, giocattoli, arrivo di letti e materassi. Ad oggi abbiamo poi 14 assunti con la Fondazione, tra custodi, cuochi e addetti alle pulizie".

Gli oltre 40 profughi presenti sono scappati da varie zone dell’Ucraina, e hanno scelto di venire a Rimini, perchè qui hanno amici o parenti. "I bambini e i ragazzi presenti – continua Cima – entro la settimana dopo Pasqua saranno tutti inseriti nelle classi degli istituiti scolastici di Novafeltria e Talamello. E gli ucraini residenti in alta Valmarecchia organizzeranno presto corsi di italiano per queste persone. La convenzione con la Prefettura prevede la loro permanenza fino al 31 dicembre in valle, anche se ci auguriamo che la guerra finisca in fretta e che tornino a casa dalle loro famiglie. Sono tutti molto scossi e ogni sera chiamano continuamente i loro parenti in Ucraina, per capire cosa sta succedendo. Abbiamo scelto di mobilitare più strutture in Valmarecchia per coinvolgere tutto il territorio". A far visita ai profughi ucraini, qualche giorno fa, anche il vescovo Andrea Turazzi.

Rita Celli

© Riproduzione riservata

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