Il coraggio di lottare "Io, ciclista paralimpico faccio la guida turistica e adoro la mia terra"

Andrea Casadei nel 2009 subì l’amputazione di una gamba dopo un terribile incidente in moto: "Con la bici ho vinto tanto, e poi ho trasmesso questa mia passione attraverso il lavoro".

Il coraggio di lottare  "Io, ciclista paralimpico  faccio la guida turistica  e adoro la mia terra"

Il coraggio di lottare "Io, ciclista paralimpico faccio la guida turistica e adoro la mia terra"

"Sono la vostra guida". E’ quello che Andrea Casadei dice ai cicloturisti in vacanza all’hotel Dory di Riccione quando si presentano nella hall prima di partire alla volta delle colline, dei borghi e delle bellezze di questa parte di Romagna. Sarebbe una scena vista centinaia di volte nei bike hotel se non fosse per le espressioni che si ritrovano sui volti di alcuni turisti. Casadei compirà 42 anni il 15 luglio, ed è un campione paralimico. Sfida le salite, anche le più impegnative, facendo forza su una gamba sola. Era il 2009 quando in sella alla sua Ducati si scontrò con un pickup a Cattolica, la città dove vive. Arrivato all’ospedale di Rimini i medici per salvargli la vita dovettero amputargli la gamba sinistra.

"Non mi sono mai arreso - racconta-. Ho cominciato a salire la bicicletta nel 2013 e l’ho fatto per quattro anni a livello amatoriale". La passione è nata con il passare dei mesi ed è stata sempre più forte tant’è che nel 2017 la sfida è stata partecipare alle competizioni vere e proprie. "Io amo la bicicletta, mi ha fatto rinascere. Mi sono subito messo in gioco e con la bici ho incontrato tante belle persone".

Casadei ha anche incontrato i successi. Agli ultimi campionati italiani di paraciclismo disputati a Codogno ha vinto la medaglia d’oro nella cronometro e l’argento nella gara su strada, nella sua categoria.

L’ennesima svolta nella vita di Andrea arriva nel mese di marzo. "Ero a un collegiale con la mia squadra, il Teamequa. Avevamo deciso di trascorrerlo all’hotel Dory di Riccione". Un’occasione per pedalare, allenarsi e stare con i compagni. Ma al Dory c’è Stefano Giuliodori, il titolare, colui che 25 anni fa fondò il club di prodotto dei Bike hotel. "Un giorno mi sono messo a parlare con Stefano, e gli ho fatto presente la mia passione e il desiderio che ho sempre coltivato: trasmettere la mia passione per la bicicletta attraverso il lavoro". Basa poco, un gioco di sguardi, e la proposta arriva. Poche settimane più tardi Andrea è una guida dell’hotel e porta i turisti a visitare le bellezze dell’entroterra.

"E’ bellissimo e sono entusiasta. Faccio loro conoscere i territori, i borghi, racconto la storia di queste terre e dei luoghi dove ci fermiamo". Il dubbio che nasce in alcuni clienti quando vedono Andrea con una gamba sola, svanisce alla prima salita quando la guida stacca tutti salendo verso Gradara o San Marino. "In quel momento li vedo sorpresi. Non ho problemi a parlare della mia disabilità, anzi credo che quanto faccio sia un messaggio importante. Finché c’è la forza e il coraggio di affrontare la vita, non è mai finita".

"Diversi turisti che pedalano con me si commuovono alla fine della vacanza. C’è chi mi ha detto che pedalare con me è un’esperienza che non dimenticherà mai..". La voce si fa incerta, a commuoversi non sono solo i turisti.

Andrea Oliva