Un nuovo volto a 61 anni di distanza dal taglio del nastro. Il grattacielo di Rimini cambia faccia nel progetto a cui ha lavorato l’architetto Teresa Chiauzzi, già presentato ai componenti del consiglio del Grattacielo martedì scorso, grazie al contributo dall’amministratore del condominio Grattacielo l’avvocato Andrea Bracaglia, e in attesa di essere mostrato all’assemblea. Con i vari bonus che il Governo ha messo sul piatto per la riqualificazione delle abitazioni, anche...

Un nuovo volto a 61 anni di distanza dal taglio del nastro. Il grattacielo di Rimini cambia faccia nel progetto a cui ha lavorato l’architetto Teresa Chiauzzi, già presentato ai componenti del consiglio del Grattacielo martedì scorso, grazie al contributo dall’amministratore del condominio Grattacielo l’avvocato Andrea Bracaglia, e in attesa di essere mostrato all’assemblea. Con i vari bonus che il Governo ha messo sul piatto per la riqualificazione delle abitazioni, anche nella torre che svetta su Rimini stanno pensando di cogliere l’attimo. "Stiamo lavorando su più ipotesi legate anche a quali strumenti fiscali utilizzare" premete l’architetto Chiauzzi. Tre le ipotesi sul piatto partendo da un ripensamento delle facciate esistenti fino al concepimento di un vero e proprio involucro, accedendo al superbonus 110, che consentirebbe di creare una sorta di guscio attorno all’edificio esistente fin sul tetto con la creazione di una struttura capace di ospitare un grande impianto fotovoltaico con una superficie di 600 metri quadrati, sfruttando quindi gli spazi della terrazza come era stato concepito nel progetto originario del 1957.

Oltre al tetto e ai giochi luminosi che dovrebbero renderlo un elemento caratteristico visibile a grande distanza, c’è l’intenzione di cambiare pelle all’intero edificio con i suoi 27 piani, rompendo la logica del fronte e del retro che persiste da troppo tempo. Un obiettivo raggiungibile, spiega l’architetto, attraverso la realizzazione di una facciata ventilata che renda l’idea del movimento. Cosa possibile attraverso scale cromatiche che variano dal bianco al grigio che a seconda del punto di vista creerà un effetto ‘equalizzatore’. Caratteristica che potrà essere accentuata nelle ore notturne attraverso una opportuna illuminazione. Le facciate ventilate sarebbero un aiuto, attraverso il guscio che le sosterrebbe, per il confort acustico ed anche termico, cosa che si avvertirà soprattutto nella parte esposta a sud-est. Inoltre permetterebbe la creazione di bow-windows a sud-est e sud-ovest, capaci di offrire vedute panoramiche.

Completamente rivista anche la galleria, oggi avvolta dal buio. L’obiettivo è renderla luminosa attraverso pozzi di luce ricavabili nelle soluzioni progettuali. A terra quello che oggi è vissuto come un marciapiede di passaggio dovrà diventare una vera piazza davanti al grattacielo, legata alla galleria interna.

Andrea Oliva