Rimini, l'imprenditore Marco Fonti
Rimini, l'imprenditore Marco Fonti

Rimini, 6 dicembre 2018 - «Tutti noi potremmo trovarci al posto di Fredy. Io sono Fredy». Come il gommista aretino che ha ferito a morte il ladro che si era introdotto nella sua azienda, anche il 53enne riminese Marco Fonti, ex consigliere comunale del M5s, passa spesso la notte nella sua attività. E’ un deposito di attrezzature e materiale per la nautica, che Fonti gestisce da anni a Rimini. «Non vivo lì dentro, nel capannone, come faceva Fredy Pacini nella sua attività: questo no. Ma dopo il grave furto che ho subito nel 2010, mi capita abbastanza spesso di andare nel magazzino in piena notte, per controllare che tutto sia in ordine, o di fermarmi addirittura lì a dormire per difendere la mia attività dai ladri».

Cosa le avevano portato via nel 2010?

«Una decina di motori per imbarcazioni, tra cui alcuni molto pesanti e per nulla facili da portare via. Era una banda organizzata, che ha agito sicuramente su commissione. Mi hanno fatto un danno per quasi 40mila euro».

E da allora?

«Da allora non riesco più a dormire sonni tranquilli. Perché non bastano l’allarme, le inferriate, l’assicurazione a metterti al riparo dai ladri e dai danni che subisci quando decidono di visitarti. Per questo vado così spesso a controllare il magazzino anche di notte o mi fermo lì a dormire con il mio cane».

Ha funzionato? I ladri sono mai tornati?

«Purtroppo sì, sono tornati altre volte nella mia azienda. L’ultima è avvenuta l’anno scorso. Avevano già segato le inferriate quando me ne sono accorto. Sì, io ero lì al magazzino quando sono arrivati. Non hanno portato via nulla perché il cane li ha sentiti, si è messo ad abbaiare contro i ladri e loro sono fuggiti».

Che idea si è fatto del caso di Pacini?

«Che quello che è successo a lui potrebbe capitare a ognuno di noi, anche a me».

Anche lei è armato?

«Sì, io ho il porto d’armi per uso sportivo, e possiedo una pistola regolarmente denunciata alle autorità. Me la porto dietro solo quando vado al poligono».

Ha mai dovuto usarla per difendere la sua azienda?

«No, mai. E spero di non doverlo mai fare. Detenere un’arma è una responsabilità terribile, ma ci possono essere situazioni in cui non vedi altre vie di uscita. Se ti trovi in casa o nella tua attività a tu per tu con ladri o rapinatori, sparare un colpo in aria può essere l’unica soluzione».

E’ favorevole alla legge sulla legittima difesa?

«Sono per la giusta tutela di chi, nel tentativo di proteggere sé stesso, i propri cari o la propria azienda, cerca di difendersi e per questo rischia, come sta succedendo a Fredy Pacini, di subire conseguenze per tutta la vita».