"La busta della spesa è sempre meno pesante"

Il caro vita sta contribuendo ad un calo delle vendite nei negozi di piccola superficie del 6,7%, secondo Confesercenti Rimini. L'inflazione e la debolezza della domanda interna stanno allontanando le prospettive di ripresa dell'economia. La manovra di bilancio potrebbe portare un po' di respiro.

Il caro vita contribuisce ad aumentare il peso della mannaia che già si stava abbattendo anche nel Centro storico con i negozi in chiusura definitiva uno dietro l’altro, come sovente riportato su questo giornale. A intervenire sull’argomento è Fabrizio Vagnini, presidente Confesercenti provinciale Rimini. "Il caro vita continua a pesare su portafogli e buste della spesa delle famiglie producendo effetti negativi, in particolare, sulle imprese del piccolo dettaglio", precisa Vagnini. Da inizio anno, la stima di Confesercenti registra un crollo delle vendite in volume pari al 6,7 per cento. Dalle rilevazioni della associazione di categoria, poi, si desume un trend per cui, nonostante la crescita rispetto al 2022 della spesa in valore, "le quantità acquistate si riducono". Nel mirino c’entra infatti anche l’inflazione, seppur ormai attestata al "5,7 per cento". A indebolirsi inoltre è il risparmio. E Vagnini parla di "un lungo anno di caro vita" durante il quale anche i riminesi hanno utilizzato i propri risparmi per mantenere i livelli precedenti di consumo. I negozi di piccola superficie – continua il presidente di Confesercenti Rimini "sono in campo negativo ininterrottamente da giugno 2022, con una flessione nei primi 9 mesi del 2023 pari al 6,7% rispetto alla media del 3,9%". Una media, insomma, imponente, soprattutto se paragonata al moderato calo di soli 1,2 punti percentuali nella grande distribuzione. Danni anche nel comparto alimentare, dove la caduta dei volumi di vendita dei piccoli esercizi raggiunge addirittura "l’8% tra gennaio e settembre". Uno scenario che desta "allarme", con in più un Pil decisamente "stagnante nel terzo trimestre". La causa primaria intravista da Vagnini, ripetiamo, è "una debolezza della domanda interna", ovvero un rallentamento dei consumi che allontana sempre più le prospettive di "ripresa dell’economia". Per Vagnini, infine, alcune speranze vanno viste nella manovra di bilancio, che porterebbe "un po’ di respiro alle famiglie e sostegno ai consumi". Da evitare però è il "fiscal drag" che non deve portare all’aumento delle aliquote dei prodotti.

a.g.c.