La chiusura del Ferramenta: "Contenzioso in atto con il vicino"

Problematiche di natura edilizia e di sicurezza sismica che riguardano l’appartamento di sopra. Il locale sottostante non è utilizzabile, per ragioni di sicurezza, a tutela di clienti e dipendenti . .

La chiusura del Ferramenta: "Contenzioso in atto con il vicino"

La chiusura del Ferramenta: "Contenzioso in atto con il vicino"

Oltre due milioni di euro investitimeno: a poco meno di due anni dall’inaugurazione, Ferramenta Cafè, il ristorante bistrot di Rino Mini presto divenuto simbolo di piazza Cavour e del centro storico, ha cessato l’attività. ’Temporaneamente chiuso’, si legge in un cartello affisso sulla vetrata all’ingresso di via Sigismondo. Una possibilità, quella della ripartenza in tempi brevi, che al momento sembra remota. Uno stop inatteso e imprevisto, non riconducibile, a quanto risulta, con la chiusura dell’altro omonimo locale dello stesso imprenditore, il Ferramenta di Santarcangelo.

La (forse) momentanea chiusura del ristorante riminese nasce da problematiche di natura edilizia e di sicurezza sismica. Che non riguardano - qui il paradosso - direttamente il ristorante, ma una parte dell’appartamento che lo sovrasta. Il cui proprietario ha effettuato alcuni interventi di riqualificazione, dopo i quali sarebbe emersa l’assenza della necessaria autorizzazione antisismica. Cosa che coinvolge direttamente il Ferramenta, che essendo com’è ovvio luogo frequentato dal pubblico non risulta a sua volta utilizzabile, per ragioni di sicurezza, a tutela di clienti e dipendenti.

Tutto parte da un esposto riguardante la canna fumaria del ristorante. Da successive verifiche, fatte nel marzo scorso dagli uffici del settore edilizio del Comune, è emersa l’effettuazione dei lavori al primo piano, e la mancanza di certificazione antisismica. Con conseguenti problemi di incolumità per chi frequenta il locale.

Lo scorso luglio Rino Mini, attraverso il proprio legale, ha comunicato formalmente agli uffici comunali la sospensione della propria attività, dal 28 luglio 2023 al 27 gennaio 2024.

A quel punto l’ufficio Attività economiche del Comune ha comunicato all’imprenditore l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla revoca del titolo autorizzativo per la somministrazione di cibi e bevande. Un atto del 5 settembre. Impugnabile entro 90 giorni, ovvero i primi di dicembre. Ma per revocarlo sarebbe necessario comprovare l’avvenuta messa a norma sismica dell’appartamento al primo piano, sopra al Ferramenta. Che solo in quel caso potrebbe riaprire i battenti. Una vicenda che vede le parti in causa ai ferri corti, ovvero alle carte bollate.

Mario Gradara