La Notte rosa finisce sotto accusa: "Non si può continuare a subirla"

Lonero: "Non ci sono vantaggi, format da rivedere". Cna e Confesercenti: "Vanno analizzate le criticità"

La Notte rosa finisce sotto accusa: "Non si può continuare a subirla"

La Notte rosa finisce sotto accusa: "Non si può continuare a subirla"

Notte rosa ‘Ni’. E’ un sentore comune che l’evento abbia perso ormai da anni lo slancio originale. Poi c’è il caso Riccione, presa d’assalto da bande di giovani con in tasca i coltelli e pochi spiccioli. Visto quello che emerge dal dibattito sull’evento, per come è stato vissuto e percepito in città, si pone subito il tema delle "criticità", come le definiscono anche Cna e Confesercenti. Per essere espliciti: "Questo evento viene subìto dai negozianti della zona – ammette Pasquale Lonero presidente del comitato di viale Dante –. Non c’è più alcuna partecipazione da parte delle attività ormai da molto tempo. Presenze? A livello di vendite è un weekend come gli altri, ma purtroppo il richiamo per gente che non definirei bella è un fatto. Quando sono le 22,30 le persone per bene se ne vanno in hotel e a noi negozianti non resta che chiudere. Voglio tuttavia fare un elogio alle forze dell’ordine e alla polizia locale per il servizio svolto. Ma proprio per questo mi chiedo: conviene proseguire con un evento simile militarizzando la città per evitare il peggio? Senza una presenza tanto massiccia di forze dell’ordine e controlli come finirebbe? Non so se uscire sia la risposta, ma certamente va rivisto tutto, incluso il periodo".

In casa Federalberghi il presidente Claudio Montanari vuole lanciare un questionario tra gli associati, visto l’umore tutt’altro che favorevole nei confronti della Notte rosa. In viale Ceccarini il Consorzio aveva previsto un servizio di vigilanza privato per i negozianti, l’obiettivo era farsi ‘scortare’ nel momento della chiusura della vetrina fino alla macchina. Per molti operatori la Notte rosa si riassume con poche parole: "adda passa ’a nuttata". Ma si può uscire dalla Notte rosa? "E’ un evento di sistema di portata nazionale – premette Riziero Santi, segretario del Pd –. Come fai a chiamarti fuori quando sei all’interno della Notte rosa, da Rimini a Misano? Poi va diviso il tema dell’offerta e del posizionamento dal fenomeno sociale delle bande di ragazzini. Fuori dalla Notte rosa non li avremmo? Non penso che fermeremmo un fenomeno sociale evitando di fare eventi per la Notte rosa".

E i problemi? "Vanno affrontati sui tavoli con gli altri territori. Non dobbiamo considerarci prigionieri dell’evento, dobbiamo essere propositivi per migliorare il prodotto". Ma viene da chiedersi se Riccione riuscirà a far sentire la propria voce al tavolo regionale della Notte rosa. Negli ultimi dieci anni cambiamenti non se ne sono visti. Intanto Cna e Confesercenti chiedono di analizzare i problemi, "evitando giudizi di pancia". "Gastronomie, bar, chiringuiti, piadinerie, gelaterie, ristorazione sono solo alcuni tra i settori che anche con questa edizione hanno lavorato molto bene". E le baby gang? "Siamo sicuri che alcuni problemi di ordine pubblico siano legati solo all’evento del primo weekend di luglio? O piuttosto quelle che conosciamo come baby gang sono fenomeni sociali da affrontare cercando di capirne le cause, con la Notte Rosa che diventa solo un pretesto, come potrebbero essercene altri". In conclusione: "Serve valorizzare gli aspetti positivi ed affrontare con lucidità quelli negativi".

Andrea Oliva