Il Mondiale di ciclismo a Imola, organizzato in tempi record. Il ritorno della F1 a Imola, e il doppio Gran premio del Motomondiale. E poi le tre tappe del Giro d’Italia in Romagna (Rimini, Cesenatico, ieri la partenza da Cervia). Nell’anno del Covid l’Emilia Romagna è diventata terra dei grandi eventi sportivi, "e non vogliamo fermarci qui. Il turismo sportivo è un mercato sul quale investiremo sempre di più", assicura l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini. Non a caso la Regione ha presentato al Ttg il...

Il Mondiale di ciclismo a Imola, organizzato in tempi record. Il ritorno della F1 a Imola, e il doppio Gran premio del Motomondiale. E poi le tre tappe del Giro d’Italia in Romagna (Rimini, Cesenatico, ieri la partenza da Cervia). Nell’anno del Covid l’Emilia Romagna è diventata terra dei grandi eventi sportivi, "e non vogliamo fermarci qui. Il turismo sportivo è un mercato sul quale investiremo sempre di più", assicura l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini. Non a caso la Regione ha presentato al Ttg il progetto ’Lo sport in valigia’. Se ne è parlato anche ieri, all’incontro Arenili e Appennino dell’Emilia Romagna: una palestra a cielo aperto: moderato dal condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni, è servito a fare il punto su alcune esperienze di successo e su come integrare l’offerta della vacanza attiva al mare e in montagna,

Un’occasione per capire quanto il turismo sportivo sia diventato fondamentale per la nostra regione, anche (e soprattutto) in epoca Covid. "A luglio l’Emilia Romagna risultava la terza regione più attrattiva e interessante per la vacanza sportiva – conferma Massimo Feruzzi, l’amministratore di JFC (società di consulenza turistica) – dietro soltanto a Lombardia e Trentino". Questo grazie anche alle strutture ricettive, ai servizi e alle location che può offrire. Il turismo sportivo non è più solo una nicchia: in Italia ha fatto registrare 14 milioni di arrivi e 44 milioni di presenze (tra marzo e ottobre 2019) e "il 55% dei turisti sportivi è arrivato dall’estero".

Una grande opportunità per tutti. Dalla Riviera, forte della sua ricettività, di spiagge sempre più attrezzate e tanti eventi, agli Appennini. "Mai avuti tanti turisti come quest’anno – conferma Luciano Magnani del consorzio Cimone – Insieme alla costa possiamo vendere una vacanza attiva unica al mondo". E se Castelnovo nei Monti (nel Reggiano) ha ottenuto visibilità con Appenninica, la corsa a tappe in mountain bike, a Rimini le esperienze del Paganello (il torneo mondiale di frisbee) e Kiklos (beach volley) da anni hanno aperto la strada al turismo sportivo. Come ha fatto il bagno Fantini di Cervia, il primo a portare il beach volley in Italia negli anni ’80. "All’epoca agli hotel il turismo sportivo non interessava – ricorda Claudio Fantini – perché riempivano già. Oggi i tempi sono cambiati". Non ha dubbi nemmeno Renata Tosi, sindaco di Riccione. Il turismo sportivo "è un mercato da cogliere, "e dobbiamo giocare di squadra. Perché La ricchezza dell’entroterra e i tanti eventi sportivi possono creare un prodotto turistico unico sul panorama nazionale e internazionale".

Manuel Spadazzi