CronacaLa sinistra e i fantasmi della storia "Alcuni artisti non hanno accettato di esibirsi dentro Villa Mussolini"

La sinistra e i fantasmi della storia "Alcuni artisti non hanno accettato di esibirsi dentro Villa Mussolini"

Si riapre a Riccione il dibattito sul nome della residenza appartenuta alla famiglia del Duce. Il segretario del Pd, Riziero Santi: "Il problema non è politico, evitiamo battaglie ideologiche".

La sinistra e i fantasmi della storia  "Alcuni artisti non hanno accettato  di esibirsi dentro Villa Mussolini"
La sinistra e i fantasmi della storia "Alcuni artisti non hanno accettato di esibirsi dentro Villa Mussolini"

Mussolini, un nome scomodo per alcuni artisti che hanno declinato l’invito dell’amministrazione comunale a esibirsi nella villa di Riccione appartenuta al Duce. L’ammissione arriva durante una riunione di maggioranza, quando "i funzionari dell’amministrazione ci hanno spiegato che ci sono artisti che hanno preferito non accettare di esibirsi all’interno di Villa Mussolini per il nome che quell’edificio porta con sé", precisa Riziero Santi, segretario designato del Partito democratico (il congresso si terrà martedì).

"Ci sta – spiega Santi – Evidentemente la cosa urta la loro sensibilità e crea problemi. Non mi sorprende vista la situazione nazionale che stiamo vivendo con una profonda polarizzazione a livello politico e conseguenze anche culturali. Ma una cosa voglio sottolinearla: il problema che si è posto non va trattato da un punto di vista politico". Il principale partito di maggioranza vuole evitare qualsiasi crociata ideologica, e tanto meno vuole rinverdire il passato ripescando dai cassetti le vacanze a Riccione di Benito Mussolini. La parola d’ordine nel Pd è "evitare polemiche" con inevitabili conseguenze politiche, come quando lo scrittore Roberto Matatia arrivò al muro contro muro con la precedente amministrazione di centrodestra per la presentazione del libro ‘I vicini scomodi’, la storia di una famiglia ebrea che prima di essere vittima delle leggi razziali aveva una villetta accanto a quella di Mussolini.

Allo stesso modo Santi cerca di mettere a tacere le prime fughe in avanti nella stessa maggioranza e all’interno del Pd, dove c’è chi vorrebbe ancora il cambio di nome della villa. "Non è questa la questione. Il problema è comunicativo, come evitare che un artista possa sentirsi a disagio nel tenere uno spettacolo nella villa. I tecnici della comunicazione ci stanno già lavorando".

Un cambio di nome sarebbe molto complicato perché l’immobile non è di proprietà del Comune ma della Fondazione Cassa di Risparmio. "A livello burocratico è una strada molto in salita – ammette Romeo Sperindio, portavoce di Riccione Coraggiosa – Avevamo affrontato in passato la cosa con Carim e il percorso era subito risultato farraginoso. Al momento siamo venuti a conoscenza del disagi di alcuni artisti che si rifiutano di esibirsi, adesso si tratta di capire come ovviare al problema. Non penso sia il caso di aprire alcuna battaglia ideologica sul nome dell’edificio, sarebbe un errore".

Errore e boomerang, visto che la riqualificazione e il rilancio di Villa Mussolini avvennero grazie a una giunta di centrosinistra che tagliò il nastro nel 2005, quando sindaco era Daniele Imola. All’epoca ci fu un acceso dibattito se mantenere il nome originale, Villa Margherita, quello degli anni Trenta e quindi precedente all’arrivo dei Mussolini, oppure il cognome legato alla figura del Duce. Vinse la seconda ipotesi. Così resta il problema: come utilizzare un contenitore culturale se alcuni degli artisti contattati storcono il naso al solo sentire il cognome Mussolini? In maggioranza sperano nei maghi della comunicazione.

Andrea Oliva