La spiaggia e la briscola: "Qui si sentiva a casa"

Le vacanze, le cene e quelle infinite partite a carte al bagno 5

Chi c’era, quella sera del 7 agosto 1970, se la ricorda come ieri. Quella sera furono davvero emozioni con Lucio Battisti, che accettò l’invito dell’amico Gilberto Amati e si esibì all’Altromondo, regalando al pubblico riminese uno dei suoi (rarissimi) concerti. La storia d’amore tra Battisti e Rimini è andata avanti fino agli ultimi anni di vita del grande artista, scomparso nel 1998 a soli 55 anni. "Lucio adorava fare le vacanze qui. A Rimini si sentiva come a casa", aveva raccontato la moglie Grazia Letizia Veronese su queste pagine a marzo, quando il Comune ha annunciato di voler intitolare a Battisti la grande rotonda sul mare, davanti a piazzale Fellini.

Quando erano a Rimini, non era

così difficile incontrare Battisti e la moglie a pranzo o a cena in qualche locale. All’Embassy erano di casa e il compianto Elio Tosi (storico patron del ristorante) sapeva bene come riceverlo. Capitava anche di vederlo in spiaggia, al bagno 5. Era capace di restare per ore a giocare a briscola in riva al mare, con gli amici e gli altri clienti dello stabilimento. Era riservato, certo, ma sempre gentile e disponibile con tutti. "Non si negava mai a chi lo riconosceva e gli chiedeva un autografo", ricordano alcuni ’compagni’ di ombrellone. E nel 2013 la vedova decise di far cremare a Rimini il corpo di Lucio, di cui custodisce le ceneri.