di Manuel Spadazzi Mille croci in poco più di un anno. Mille vite strappate vie dal virus. Era il 7 marzo quando la provincia di Rimini piangeva la prima vittima del Covid, un 89enne di San Clemente. Da allora il virus ha continuato a colpire e a fare vittime. Tanti, tantissimi anziani non sono riusciti a vincere la battaglia contro il virus. Molti di loro avevano già problemi fisici e patologie pregresse: il Covid è stato il colpo di grazia. Un tributo di sangue pesantissimo è stato pagato dagli ospiti delle case di riposo: molte vittime sia...

di Manuel Spadazzi

Mille croci in poco più di un anno. Mille vite strappate vie dal virus. Era il 7 marzo quando la provincia di Rimini piangeva la prima vittima del Covid, un 89enne di San Clemente. Da allora il virus ha continuato a colpire e a fare vittime. Tanti, tantissimi anziani non sono riusciti a vincere la battaglia contro il virus. Molti di loro avevano già problemi fisici e patologie pregresse: il Covid è stato il colpo di grazia. Un tributo di sangue pesantissimo è stato pagato dagli ospiti delle case di riposo: molte vittime sia nella prima ondata che nella seconda hanno preso il virus lì, tra le mura delle strutture che dovevano accudirli e proteggerli.

I numeri sono impietosi. Nel Riminese sono morti, con gli ultimi 8 decessi comunicati ieri, oltre mille riminesi (per la precisione 1.006) contagiati dal Covid. La prima ondata aveva fatto paura, con 242 decessi avvenuti tra il 7 marzo e il 25 ottobre. La seconda e la terza sono state ancora più pesanti, per contagi e vittime: 764 morti in poco più di 5 mesi. Per tante famiglie riminesi, nella primavera scorsa, al dolore per la perdita dei propri cari si è aggiunto quello per non averli potuti salutare o abbracciare, neanche per pochi minuti. Molte vittime sono morte completamente sole, in una stanza d’ospedale o nella casa di riposo. Il 18 marzo i sindaci del Riminese hanno commemorato le vittime durante la prima Giornata nazionale per i morti della pandemia, istituita dal governo. Sono stati piantati alberi in loro ricordo, si pensa di intitolare piazze o vie. Conservare la loro memoria è anche ricordare le storie di ognuno di loro. Storie di medici e preti, di imprenditori e professionisti, di riminesi più o meno noti che il virus ha strappato alla vita.

Tra i medici, i più esposti (e colpiti) nella prima ondata, quattro le vittime nel Riminese. Il primo a perdere la battaglia contro il Covid è stato Maurizio Bertaccini (al centro), medico di base, padre di 6 figli (e ne aveva altri 4 in affido e in adozione), membro della comunità di Montetauro. Bertaccini è morto il 14 aprile in ospedale: aveva 68 anni. Dopo di lui hanno perso la vita Elfidio Calchi, Pierluigi Cecchi, Luigi Macori. Anche la Chiesa riminese è stata colpita duramente dalla pandemia. Il 31 ottobre è venuto a mancare a 78 anni don Giorgio Dell’Ospedale (a destra) , carismatico parroco di Riccione, tra i preti più amati nella nostra provincia. Il Covid si è portato via l’avvocato riminese Antonio Zavoli, imprenditori noti come Pierino Bevitori, Adolfo Zaganti, Italino Mulazzani, l’editore Bruno Ghigi, personaggi simbolo della città come Isotta Frisoni ( a sinistra), la ‘sindaca’ del borgo Sant’Andrea. Ricordarli tutti sarebbe impossibile, qui e ora. La speranza è che ciascuno di noi serbi il loro ricordo.