Le residenze fiscali privilegiate fanno infuriare i sindacati

"È un pezzo della legge sul Des", tuonano Csld, Cdls e Usl, che contro il Distretto economico avevano protestato in piazza.

Le residenze fiscali privilegiate  fanno infuriare  i sindacati

Le residenze fiscali privilegiate fanno infuriare i sindacati

"Invece di affrontare in maniera condivisa le crescenti criticità che il Paese sta affrontando, il governo ci ripropone un pezzo del progetto di legge sul Des (il Distretto economico speciale, ndr) ovvero le famigerate residenze fiscali non domiciliate". Tornano all’attacco Cdls, Csdl e Usl. I sindacati il progetto di legge sul Distretto economico speciale lo hanno combattuto in tutti i modi. Anche con un sit-in sul Pianello. "Ritenevamo – scrivono dai sindacati – che fosse servita al governo la sonora lezione derivante dalla mobilitazione e delle forze sociali e sindacali e di ampia parte delle forze politiche che hanno portato al ritiro del progetto di legge Des. Evidentemente così non è stato: forse il governo ed in particolare i suoi consulenti, che hanno tanto a cuore questo deplorevole progetto, si ostinano a credere che il futuro del Paese passi da residenze fiscali privilegiate concesse a soggetti facoltosi, che per alcuni mesi all’anno risiederanno in hotel di lusso, pagando un forfait di 10mila euro di tasse anche a fronte di guadagni a sei e più zeri". Tutto ciò "incuranti del fatto che il sindacato e la larga parte onesta e produttiva del Paese stia continuando a chiedere, inascoltata, investimenti in economia reale, in solidi progetti di sviluppo ed una politica dei redditi e di contrasto al carovita in aiuto delle sempre più ampie fasce deboli della popolazione. Facciamo fatica a comprendere l’ostinazione del governo rispetto a questi progetti di corto respiro. San Marino non può e non deve vendere la sua autorevolezza, la sua onorabilità e rispetto internazionale".