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6 lug 2022
6 lug 2022

L’incubo Covid ritrova posto in hotel "I contagi spingono le disdette"

Negli alberghi tornano plexiglass e mascherine e le molte quarantene ’tagliano’ il personale. Federalberghi: "Situazione preoccupante. Le persone hanno più paura e prenotano all’ultimo momento"

6 lug 2022
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass
La crescita dei contagi impone più precauzioni e quindi tornano in hotel mascherine e plexiglass

Tornano i plexiglass nelle hall degli hotel e tornano le mascherine sul volto del personale degli alberghi. Ma soprattutto torna l’indecisione dei turisti. Tant’è che "negli ultimi giorni – spiega Patrizia Rinaldis presidente di Federalberghi Rimini – le persone tendono a prenotare sempre più all’ultimo minuto, preoccupate per l’andamento dei contagi e i riflessi che questi potrebbero avere sulla propria vacanza. Una delle principali richieste riguarda proprio la possibilità di cambiare periodo senza rimetterci. Preoccupazioni alle quali noi albergatori rispondiamo rassicurandoli". Anche per il presidente di Federalberghi Riccione Bruno Bianchini "ultimamente è più difficile tradurre in prenotazioni la comunque alta quantità di domanda che arriva negli hotel".

In altre parole la crescita dei contagi sta avendo effetti diretti anche sulle vacanze in riviera. "In parte incidono anche le quarantene che portano alle disdette – riprende Bianchini –. Ad oggi non sono in quantità tale da preoccupare, ma come albergatori stiamo ricevendo negli ultimi giorni delle disdette inaspettate e improvvise. I numeri al momento non sono significativi, e per onestà va anche detto che le disdette ci sono sempre state, anche in passato e per i i più svariati motivi. Ma vanno comunque tenute in considerazione". C’è chi rinuncia alla vacanza perché positivo, chi cerca di cambiare periodo per non farsi rovinare la vacanza dal Covid e chi attende fino all’ultimo per contenere i rischi. "Le premesse per la stagione restano buone – riprende Bianchini –, ma visto l’andamento delle richieste, che di solito è in crescita fino alla fine di luglio, oggi vediamo che la domanda si sta stabilizzando".

Tra i potenziali vacanzieri non è da escludere che ci sia anche una parte che di stare a casa con il virus non ne ha alcuna intenzione e parte comunque per la riviera. In questo caso aumenta il livello di allerta nelle stesse strutture alberghiere. "L’andamento dei contagi la vediamo bene tutti quanti – ammette il presidente riccionese –. E tra di noi albergatori si pone il problema di tutelare i dipendenti". Così nelle chat dei titolari o gestori delle strutture ricettive ci si scambia opinioni e azioni. "Alcuni dicono di avere reintrodotto i plexiglass nelle reception dove si accoglie il turista, altri cercano di tutelare il personale facendogli indossare la mascherina". I due mesi centrali dell’estate sono appena iniziati e i problemi di personale si stanno facendo sempre più forti anche a causa delle quarantene. "La situazione – spiega Rinaldis – è davvero complicata. Le problematiche sul fronte del personale sono maggiori rispetto agli ultimi anni. Penso che in settembre dovremo affrontare in modo molto serio la questione. Così non si può pensare di andare avanti". Per Bianchini "il problema con le quarantene non fa che peggiorare la situazione. Oggi trovare personale è molto difficile. Domenica scorsa avevo in agenda quattro colloqui, ma non si è presentato nessuno".

Andrea Oliva

© Riproduzione riservata

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