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18 giu 2022

L’integrazione in piazza per la Festa dell’Amicizia E i profughi ucraini racconteranno le loro storie

Domani torna l’appuntamento che propone tradizioni, musiche e cucine dei popoli

18 giu 2022

L’integrazione scende in piazza. E grazie a musica, balli etnici, tradizioni, racconti e piatti tipici dal mondo vince la diffidenza e apre le porte alla condivisione. Tutto questo a Villa Verucchio: dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, e in un momento storico che colora l’iniziativa di ulteriori significati purtroppo di stringente attualità, domani fa capolino in piazza Europa (dalle 15 e fino a tarda sera) la Festa dell’amicizia fra i popoli per un mondo unito. Nata nel 2016 sotto il segno dello slogan ’Incontrarsi per ri-conoscersi’, la festa - che è promossa dall’assessorato ai servizi sociali del Comune di Verucchio - taglia il traguardo della quinta edizione.

Verucchio è storicamente uno dei comuni della provincia di Rimini con la più alta percentuale di immigrazione, che qui sfiora il 10%. Non a caso la festa è nata come momento originale, creativo e proficuo di integrazione. "La festa, come gli stessi immigrati e i residenti ci hanno manifestato, – spiega Giuseppe Malerba, la mente dell’iniziativa – è un momento storico nel percorso di integrazione, perché permette una conoscenza reciproca, abbatte le barriere dell’indifferenza e permesso loro di sentirsi più a casa". Anche l’organizzazione è multicolore: partecipano Fondazione Anna Rastelli, Movimento dei Focolari, Combia poder, Beetween-Coop, Il Millepiedi-Isur, e ancora la parrocchia di San Paterniano, l’Istituto comprensivo Ponte sul Marecchia, l’associazione Argentina per il mondo e l’associazione No Border. E il programma si arricchirà delle testimonianze delle decine di profughi ucraini accolti a Verucchio da qualche mese, con spirito di solidarietà. "In un momento storico che speravamo di non dover rivivere – chiosa il sindaco Stefania Sabba – le testimonianze dei rifugiati ucraini da mesi ospiti della nostra comunità saranno un ulteriore momento di crescita collettiva".

m.c.

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