Riccardo Lanzafame
Riccardo Lanzafame

Rimini, 14 marzo 2019 - Un commento razzista sui social, un borgo di pochi abitanti e un ristoratore che si è visto scomparire la clientela nel proprio locale per avere assunto un ragazzo di colore. Siamo a Montescudo, Riccardo Lanzafame ha preso in gestione la Locanda Malatesta tre anni fa. In questo angolo beato incastonato tra le colline del riminese si può vedere la costa dalla terrazza. Ma un mese fa «è comparso in un gruppo sui social un commento. C’è stato chi ha scritto che potevo fare a meno di assumere un africano, forse era meglio un Papa nero». Lanzafame non ci sta. Contatta l’amministratore del gruppo e chiede che quel commento venga tolto. Ed è quanto accade, ma il paese è piccolo e soprattutto i social mormorano con incredibile velocità.

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Quando il messaggio scompare dal video di smartphone e computer è già sulla bocca di tutti. Passata la rabbia, il ristoratore va avanti, d’altronde «chi al giorno d’oggi non ha personale straniero, anche di colore nei propri ristoranti». Il dipendente riprende a fare quanto svolgeva prima. Nel fine settimane si presenta alla Locanda e lavora. Inizialmente era un tuttofare, ma Lanzafame ha capito che il giovane ha voglia di fare ed ha capacità. «Così ho cominciato a farlo lavorare alle pizze, lo può fare perché sta frequentando la scuola alberghiera». E’ serio e bravo, assicura il ristoratore che cestina il ricordo dei commenti e va avanti. «Ma dopo quanto era accaduto ho visto che al ristorante venivano sempre meno persone». Una emorragia che non si ferma, e dopo quattro settimane «mi ritrovo senza clienti che vengono a mangiare la pizza e nemmeno la prenotano. Anzi c’è stato chi ha prenotato, ma poi non è voluto venire a prenderle. In un caso, invece, qualcuno in forma anonima mi ha preso in giro usando una app».

Il ristoratore non vuole piegare la testa, ma il fondo cassa piange. «Io non voglio licenziare il mio ragazzo, ma sto facendo fatica. Se prendo gruppi che vengono da fuori nessuno pone dei problemi, mentre se aspetto che si presenti la clientela del posto allora i tavoli rimangono vuoti». E’ passato circa un mese da quando è comparso il post ed oltre ai tavoli deserti «ho avuto scontri con alcune persone fuori dal locale a cui chiedevo perché non venivano più. Me lo hanno detto chiaramente che è per quel ragazzo. Le persone devono farsi un esame di coscienza. Io so cosa significa essere vittima di razzismo. L’ho subito da giovane, con mio fratello, lontano da qui. Oggi non voglio che che accada la stessa cosa a un ragazzo arrivato dall’Africa. Perché questo razzismo? Che colpa ha questo poveretto a 20 anni se non è italiano?». Lanzafame ha voluto tenere la testa alta ed ha attaccato alla scritta della locanda un cartello con su scritto: «In questo locale abbiamo assunto un ragazzo africano, se sei razzista non entrare».

Non è la prima volta che accadono episodi simili. Iole Sabatini è la referente locale della Caritas. «Ho visto anch’io quel post e le parole offensive che conteneva. Non posso dire se sia solo per questo motivo se il ristoratore lavora meno, ma posso dire che il ragazzo è carino e gentile e in passato ho vissuto qualcosa di simile. Un paio di anni fa per Carnevale ho organizzato un carro con ragazzi migranti e non a tutti la cosa è piaciuta. Per fortuna non tutte le persone sono così».