LORENZO MUCCIOLI
Cronaca

Lorena uccisa in casa: per 220 chilometri con il cadavere dell’ex moglie in auto

Continuano le indagini sul femminicidio di via Terranova, Del Re potrebbe aver avvolto il corpo della donna in un lenzuolo prima di raggiungere il Po e gettarsi in acqua a bordo della Opel

Rimini, 11 luglio 2024 – L’avrebbe uccisa lì, nella casa di via Terranova che avevano condiviso per anni prima della separazione e in cui, dallo scorso dicembre, era rimasta a vivere solamente Lorena Vezzosi, 53 anni. L’ha uccisa, colpendola più di una volta con un’arma da punta e taglio, forse uno stiletto. Un fendente, quello fatale, le ha spezzato tre costole, ha forato lo sterno e le ha trapassato il cuore. Poi Stefano Del Re, 55 anni, avrebbe caricato il corpo senza vita dell’ex moglie fuori dall’abitazione.

Lorena Vezzosi, 53 anni, è stata uccisa a coltellate
Lorena Vezzosi, 53 anni, è stata uccisa a coltellate

Lo avrebbe fatto, questo almeno è il sospetto degli inquirenti, nel pomeriggio dopo le 16, con il rischio concreto di essere notato da qualcuno, se non altro dai vicini di casa. Avrebbe avvolto quel corpo in un lenzuolo e lo avrebbe caricato in auto, una Opel Corsa, parcheggiata forse in strada o forse in uno dei garage esterni, trascinando il cadavere fino alla vettura, probabilmente lasciandosi alle spalle qualche goccia di sangue. Non è da escludere, che prima di andarsene, si sia soffermato nell’appartamento e abbia cercato di dare una pulita in giro.

A quel punto, stando alla ricostruzione degli inquirenti, Del Re si sarebbe messo al volante, guidando per i circa 220 chilometri che separano Santarcangelo da Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Verso le 20 si è fermato a casa dei genitori, lasciando l’auto parcheggiata di sotto, e ha scambiato qualche parola con loro: probabilmente un ultimo saluto, sapendo già quello che stava per accingersi a fare. Attorno alle 2.57 della notte a cavallo tra giovedì e venerdì, si è lanciato, con la macchina, a tutta velocità dentro il fiume Po. Una telecamera inquadra la Opel Corsa che sfreccia come un razzo: Lorena, in quel momento, è lì, sul sedile del passeggero, in canottiera e mutande, immobile, apparentemente priva di sensi.

E’ questo lo scenario che sembra delinearsi a seguito dell’autopsia eseguita dall’anatomopatologa Elena Invernizzi sul corpo della 53enne. Per i risultati definitivi bisognerà attendere ancora 60 giorni, ma intanto sembrano non esserci dubbi sul fatto che si è trattato, a tutti gli effetti, di un femminicidio. Anche alcuni aspetti riguardanti la vita privata dei due coniugi paiono confermare tale ipotesi. Dallo scorso dicembre le strade di Stefano e Lorena si erano separate: sembra che lei fosse intenzionata a voltare pagina, a rifarsi una vita, mentre lui non voleva rassegnare alla fine della relazione. Stefano, dice ora chi li conosceva, era ossessionato dal fatto che lei potesse avere un altro uomo. C’erano già stati dei litigi, legati - forse - anche all’affidamento dei figli, 17 anni la più grande, 14 anni il più piccolo.

Ipotesi, congetture che naturalmente ora dovranno essere vagliate con attenzione dalle due Procure, quella di Rimini (pm Luca Bertuzzi) e Cremona (pm Chiara Treballi) al lavoro per ricostruire gli orari e i possibili spostamenti compiuti dalla Opel Corsa. Nella macchina dell’uomo, inabissatasi nelle acque del Po, ci sono tracce di sangue. Saranno ora i Ris di Parma ad ispezionare, nei prossimi giorni, l’appartamento della donna, utilizzando il luminol ed altri reagenti chimici alla ricerca di eventuali tracce ematiche o biologiche. Nell’abitazione gli investigatori hanno trovato la borsa e il cellulare di Lorena, mentre, sempre secondo indiscrezioni, mancano un cuscino e un lenzuolo, forse quello usato per avvolgere il cadavere della Vezzosi. L’altra ipotesi è che Del Re abbia stordito la Vezzosi in casa per poi caricarla in auto e ucciderla lungo il trgitto.