Lorenzo Ercoles, il bagnino di Cattolica contro il video di Davi
Lorenzo Ercoles, il bagnino di Cattolica contro il video di Davi

Cattolica (Rimini), 6 luglio 2020Contro il massmediologo Klaus Davi, il bagnino Lorenzo Ercoles di Cattolica scomoda niente meno che il nonno e una mimica che dice tutto. Il bagnino nostrano, diventato famoso per i suoi spot promozionali per la Riviera, non ce l’ha fatta a rimanere in silenzio dopo avere visto i due minuti del video promozionale della Calabria in cui si parla del rischio contagio al Nord facendo vedere immagini delle spiagge di Rimini, Riccione, Jesolo e Rapallo.

"Vergognoso", dice Lorenzo e con uno suo video, sempre della durata di un paio di minuti, non le ha mandate a dire a Davi, facendo ancora una volta il pieno di like e condivisioni. "Disinfetto le brandine tutte le mattine. La riviera è sicura e siamo molto ben organizzati". A centinaia hanno seguito il bagnino nel suo j’accuse ‘armato’ di pompa a zaino con la quale sanifica le brandine. "La sicurezza qui è la cosa più importante", dice brandendo il diffusore della pompa contro lo spot calabrese che mette in discussione proprio la sicurezza sulle spiagge della riviera usando queste parole: "Affollatissime anche in queste ore, e dove il distanziamento sociale è una chimera", e ancora "un tempo queste erano mete meravigliose del turismo mondiale, ma oggi con il dilagare dell’epidemia nel Nord Italia non sarà più possibile praticare una cultura di massa del turismo con un sistematico sfruttamento del suolo e un impatto ambientale devastante".

Parole che fanno ribollire il sangue di Lorenzo che fatica anche a trovare le parole, quindi si affida al nonno e alla mimica. "Se ti dico bravo, ma con questo tono – dice il bagnino rivolto a Davi – ti sto dicendo la fine del mondo". Poi pronuncia una parola del nonno "che non dice niente, ma detta così - e la smorfia è tutta un programma – è la fine del mondo". Infine pronuncia "massmediologo" con lo stessa smorfia. Non una parola contro la Calabria, anzi solo parole belle per l’Italia, tutta intera, dove non serve farsi la guerra per accaparrarsi i turisti. Lorenzo non è il primo bagnino a insorgere contro lo spot ideato da Klaus Davi, di certo non nuovo a campagne promozionali dove la provocazione è di casa.

A fissare i primi paletti era stato Mauro Vanni presidente della Cooperativa Rimini sud, che tuttavia, aveva cercato di replicare "con un sorriso", dicendo "sono provocazioni che non dobbiamo raccogliere". Lorenzo questa volta non ce l’ha fatta. Il romagnolo che è in lui non poteva stare zitto, e se per una volta il sorriso ha lasciato lo spazio a una smorfia di disgusto, comunque sia non è arrivato alcun attacco alla Calabria, ma solo a chi ha ideato lo spot.