Il crocifisso, proveniente dalla chiesa di San Francesco a Mercatello sul Metauro
Il crocifisso, proveniente dalla chiesa di San Francesco a Mercatello sul Metauro
Dal 18 settembre al 7 novembre Palazzo Buonadrata a Rimini ospiterà la mostra "L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese" promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Marvelli e da Soroptimist Rimini. L’opera, già esposta nel 1935, torna a Rimini insieme ad altri quattro crocifissi attribuiti al pittore capostipite della Scuola Riminese del Trecento. Il crocifisso, proveniente dalla chiesa di San Francesco...

Dal 18 settembre al 7 novembre Palazzo Buonadrata a Rimini ospiterà la mostra "L’oro di Giovanni. Il restauro della Croce di Mercatello e il Trecento riminese" promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose A. Marvelli e da Soroptimist Rimini.

L’opera, già esposta nel 1935, torna a Rimini insieme ad altri quattro crocifissi attribuiti al pittore capostipite della Scuola Riminese del Trecento. Il crocifisso, proveniente dalla chiesa di San Francesco a Mercatello sul Metauro è il più grande ed è l’unico firmato e datato dall’artista.

"Iohannes non ha nulla da invidiare a Giotto, riprende parte della sua essenza senza essere servile nei confronti del maestro,- spiega Alessandro Giovanardi, curatore della mostra insieme a Daniele Benati.- L’opera non è solo firmata ma anche datata. La firma non è un atto di arroganza ma è un essere presente agli occhi di Dio, un’invocazione al divino". Il restauro è frutto di una grande collaborazione artistica ed economica. "Tutto è partito dal restauro della croce di Mercatello,- prosegue Giovanardi,- e ha permesso il recupero del crocifisso più moderno di Talamello. Il lavoro di conservazione è avvenuto grazie a privati e istituzioni riminesi e non, con il contributo di un capolavoro proveniente dalla Moretti Gallery di Londra. Le due croci si incontrano nuovamente dopo 86 anni". Sotto una grande cupola sei opere svettano illuminate e accompagnano i visitatori insieme ai filmati realizzati da Davide Montecchi (Meclimone) e alle fotografie di Gilberto Urbinati. La Fondazione riminese si riposiziona nell’attività culturale della città, finanziando e custodendo un patrimonio artistico da sempre condiviso con la comunità. L’ingresso alla mostra è libero ed è possibile prenotare gratuitamente visite guidate.

"Riaccendere i riflettori sulla stagione del Trecento Riminese e su Giovanni - afferma Mauro Ioli, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini - massimo esponente di quella straordinaria scuola pittorica di derivazione giottesca, vuol dire riproporre all’attenzione uno dei filoni più significativi della storia, non solo di Rimini ma dell’intera arte italiana. Con questa iniziativa vogliamo accompagnare questa fase di graduale ripresa con una proposta di bellezza e di riflessione che ci auguriamo utile e gradita. Ringrazio personalmente, tra gli altri, Crédit Agricole Italia e l’Associazione delle fondazioni bancarie dell’Emilia-Romagna che hanno creduto in questo progetto e hanno voluto sostenerlo fortemente".

Debora Grossi