Mondaino (Rimini), 13 dicembre 2018 - All’alba di oggi, una quarantina di carabinieri tra Nas di Bologna e compagnia di Riccione, hanno fatto irruzione nella casa di riposo per anziani ‘La collina’ di Mondaino (un paesino della Valconca). Qui è stata arrestata la titolare Maria Luisa Bulli di 57 anni, amministratrice unica della struttura, con l’accusa di abbandono di persone incapaci.

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All’interno dell’ospizio i militari dell’Arma hanno trovato 36 ospiti tenuti in condizioni disastrose. Alcuni la prima cosa che hanno chiesto è stato cibo e ovunque c’era un odore nauseabondo. Maria Luisa Bulli era già stata arrestata nel 2001 per fatti analoghi sempre all’interno della stessa casa di riposo che ha semplicemente cambiato nome. Oltre alle condizioni terribili in cui venivano tenuti gli ospiti, la donna non pagava il personale che aveva quindi un turnover continuo.

Anziani non autosufficienti, ospitati in condizioni igieniche precarie. E poi eccessiva sedazione, pasti inadeguati, somministrazione di farmaci scaduti, carenza organizzativa e di personale. È quanto emerso dall' operazione del Nas. Due le ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e una ai domiciliari.

Al momento del 'blitz', compiuto dai militari, nella casa di riposo 'La Collina' c'erano 36 anziani non autosufficienti assistiti da solo due operatori. Gli uomini dell'Arma hanno perquisito la
struttura e notificato a 6 dei 7 soggetti indagati l'ordinanza firmata dal Gip di Rimini, Vinicio Cantarini - su richiesta del pm, Paolo Gengarelli - per i reati di maltrattamenti fisici e abbandono di incapaci. Tra questi anche un pesarese. 


In carcere è fnita la titolare, la 57enne Maria Luisa Bulli mentre un infermiere, Riccardo Bruno, 56enne foggiano è stato posto agli arresti domiciliari. Altri cinque operatori socio-sanitari sono stati colpiti dall'ordine di presentazione alla Autorità Giudiziaria. L'indagine è partita da una segnalazione dell'Ausl ai Nas, presentata lo scorso giugno dopo un sopralluogo compiuto dagli
ispettori sanitari.

Andando a ritroso nel tempo, i militari hanno appurato come 50 anziani ospitati nella struttura, nell'ultimo anno e mezzo, avessero fatto ricorso al pronto soccorso per lesioni causate da
cadute accidentali. L'eccessiva sedazione dei pazienti, i pasti inadeguati, la somministrazione di farmaci scaduti, la carenza igienica, organizzativa e di personale hanno portato al
sequestro preventivo della struttura.