Mamma si getta col figlio dal quinto piano, il dolore del fratello: "Ragioni profonde dietro il gesto disperato di Graziana"

Tragedia a Rimini, Alessandro Todaro: "Amava suo figlio Manuel, si stava separando dal compagno. La relazione tra i due era ormai compromessa". L’avvocato Guidi: "L’ho consigliata di rivolgersi a un centro antiviolenza"

Rimini, 7 luglio 2024 – "Graziana non era una pazza. Era una mamma dolce, premurosa e attenta, che amava suo figlio più di qualunque altra cosa: il suo unico interesse era che non gli mancasse nulla e che potesse avere una vita felice". Non è vero "che è andata fuori di testa all’improvviso". Dietro quel gesto disperato "ci sono ragioni profonde", non facili da comprendere, e "una situazione familiare molto particolare".

Graziana Helga Todaro, la donna di 40 anni di origini siciliane che si è lanciata nel vuoto
Graziana Helga Todaro, la donna di 40 anni di origini siciliane che si è lanciata nel vuoto

Ha la voce rotta dal pianto Gianluca Todaro, fratello di Graziana Helga, la donna di 40 anni di origini siciliane che l’altra mattina è salita sul tetto del palazzo in cui abitano i genitori, in via delle Piante, e si è lanciata nel vuoto, stringendo tra le braccia il figlio Manuel, di sei anni.

Gianluca scoppia di nuovo in lacrime nel ricordare che il bambino, a settembre, avrebbe iniziato le elementari. "Proprio l’altro giorno - dice il fratello di Graziana - mia sorella gli aveva fatto un regalo: un triciclo elettrico. Manuel girava avanti e indietro per la stanza ripetendo: hai visto, zio, più vado veloce più si illumina".

Dolore e sconforto si mescolano, le parole si inceppano, un lungo silenzio carico di angoscia. Poi Gianluca torna a parlare della sorella. "Quando era insieme a Manuel, andava in estasi. Lo riempiva di regali. La casa dei nonni era piena zeppa di giocattoli comprati da lei per il figlio. Graziana era molto attenta alle sue esigenze. Si faceva carico della sua educazione, lo accompagnava al centro estivo, a scuola, a fare le visite mediche. Era una donna autonoma, anche da un punto di vista lavorativo, non certo il mostro che è stato dipinto".

Tuttavia, il rapporto di coppia con il compagno e padre di Manuel – al quale la 40enne era legata da quasi vent’anni – si era, almeno negli ultimi tempi, incrinato. Il fratello, questo, lo sapeva bene, perché Graziana ne aveva parlato spesso, con lui e i genitori.

"La relazione era ormai compromessa", i due con ogni probabilità erano sul punto di separarsi. Anche per questo, Graziana si era rivolta insieme ai parenti all’avvocato Elena Guidi. "L’ho incontrata per la prima volta circa un mese fa e mi aveva subito esplicitato la volontà di interrompere la relazione con il compagno - racconta il legale -. Le cose non funzionavano più come un tempo e Graziana mi aveva chiesto un aiuto per la gestione delle pratiche legate all’eventuale affidamento del bambino. Il suo scopo era tutelare Manuel nel modo migliore per garantirgli un futuro felice. Tutto il resto, veniva per lei in secondo piano. Ci siamo rivisti circa dieci giorni fa. Ho trovato una donna lucida, molto coerente nelle sue affermazioni. Non c’erano segnali che potessero far presagire un simile gesto. Mi ha parlato di una situazione familiare particolare, le ho consigliato di rivolgersi al centro antiviolenza Rompi il silenzio per un confronto".

E così Graziana ha fatto, proprio nei giorni scorsi, prima di compiere il gesto estremo. Nella borsa, sono stati trovati due biglietti con i quali chiede scusa a tutti per l’atto che si accinge a compiere, oltre a dei farmaci per la depressione. La donna stava seguendo un percorso di psicoterapia. Il compagno - che venerdì mattina, quando è successo il fatto, si trovava al lavoro - è stato sentito a lungo dalla squadra mobile di Rimini, ma non sarebbe emerso un suo coinvolgimento diretto nella vicenda.

Lorenzo Muccioli