Matteo Sartori era stato accusato di violenza sessuale insieme a un amico
Matteo Sartori era stato accusato di violenza sessuale insieme a un amico

Rimini, 8 novembre 2019 - «E’ stato un incubo durato sei anni, finalmente è finita». Matteo Sartori, 28 anni, ex calciatore del Rimini, ha ancora la voce piena di rabbia e la vittoria giudiziaria difficilmente placherà l’amarezza. Insieme a un amico era alla sbarra per violenza sessuale, sequestro di persona e rapina, ma ieri sono stati assolti entrambi dal Tribunale. Ad accusarli, una brasiliana, di 41 anni, che non è stata ritenuta credibile.

I fatti risalgono alla sera del 22 giugno del 2013, quando i due amici avevano incrociato la strada di due donne che cercavano un taxi. Visto che non lo trovavano avevano offerto loro un passaggio, e di chiacchiera in chiacchiera avevano deciso di finire la serata a casa di Matteo, dove vive anche il padre.

Fatta un po’ di strada però, una delle due aveva detto di avere un appuntamento e aveva chiesto di scendere. L’altra invece era rimasta,ma una volta arrivati a casa di Sartori, anche la brasiliana aveva cambiato idea. Da questo momento, le versione erano andate in due direzioni diametralmente opposte.

La straniera aveva raccontato ai carabinieri che i ragazzi si erano arrabbiati, che le erano saltati addosso palpeggiandola ovunque e impedendole di scendere. I due amici invece aveva sostenuto che non c’era niente di vero, e che l’avevano riportata indietro e scaricata sulla strada, dopo che lei aveva cominciato a offenderli.

Di lì a poco Sartori aveva i carabinieri alla porta. Le indagini si erano concluse con il rinvio a giudizio di entrambi, i ragazzi (difesi dagli avvocati Massimo Cerbari e Francesca Pieraccini), con la peggiore delle accuse, quella di violenza sessuale a cui si erano aggiunte quelle di sequestro di persona e la rapina di una borsa.

«Siamo stati calunniati – dice Sartori ancora pieno di rabbia – questa storia non doveva nemmeno andare avanti. Era evidente che era tutto inverosimile che era stato raccontato il falso, oltretutto quella sera in casa c’era anche mio padre. Ma sono andati avanti lo stesso. Per questo non ho scelto il rito abbreviato, volevo che i testimoni venissero a raccontare tutto, e anche quella donna. Sapevo che erano tutte bugie e che la verità sarebbe saltata fuori. E così è stato». Ma questi sei anni per Sartori sono stati tremendi.

«Si è chiuso un incubo – continua – questa brutta storia è finita, ma per tutto questo tempo io e la mia famiglia ci siamo portati addosso questo peso. Nessuno dovrebbe passare quello che ho passato io. E’ finita, sì, ma è stata dura».