Vaccini
Vaccini

Rimini, 4 ottobre 2019 - Un medico riminese è sottoposto a procedura disciplinare da parte dell’Ordine perché accusato di aver fatto, a più riprese, propaganda contro i vaccini. Il professionista rischia la radiazione, nel caso la Commissione disciplinare interna dell’Ordine dei medici decida per il provvedimento più severo previsto. A darne notizia è lo stesso presidente dell’Ordine, Maurizio Grossi, in occasione della presentazione della mostra ‘Vecchie e nuove epidemie’, a cura di Walter Pasini, che si apre domani al Museo della città, con un convegno moderato dallo stesso curatore, e introdotto da Grossi. «L’Ordine vigila anche su un proprio iscritto – spiega il presidente – un medico con posizioni ‘no vax’. Noi non facciamo processi alle opinioni, ma non possiamo tollerare posizioni antiscientifiche da parte di chi ha una laurea in Medicina ed è iscritto all’Ordine. Il nostro codice deontologico vuole che si agisca solo su basi scientifiche riconosciute». Le segnalazioni relative al medico ‘no-vax’ sono giunte all’Ordine da diversi colleghi, e sono relative a episodi avvenuti quest’anno. «Vero che si tratta di opinioni – puntualizza Grossi –, ma sono state espresse nell’ambito di un ragionamento scientifico».

Si tratterebbe di dichiarazioni pubbliche da parte del medico sotto inchiesta, articoli, conferenze «dove si è parlato in modo troppo forte contro i vaccini». Nei confronti del meico è in corso un procedimento istruttorio, alle denunce devono seguire riscontri. Alcune segnalazioni ricevute in passato si sono risolte nella fase istruttoria. Questo caso sembra più serio». Mai nel Riminese, ma altrove in Italia ci sono stati medici radiati per motivazioni analoghe.


«Vero che i vaccini possono creare eventi avversi – continua Grossi –, ma ciò vale per ogni farmaco. La vaccinazione è uno dei presidi sanitari più importanti, che ha evitato milioni di morti causati in passato da vaiolo, peste ecc. Oggi non c’è la percezione del rischio. Debellato il vaiolo, sono rimasti focolai di poliomielite in alcuni stati: Pakistan, Afghanistan, Nigeria. Oggi con il web diventano ‘verità’ anche le cose più assurde, come il legame - inesistente - tra vaccinazioni e autismo». «Sappiamo che Rimini è fanalino di coda in Emilia Romagna in tema di vaccinazioni, con soglie dell’88,3%, inferiori a quelle di sicurezza che sono fissate al 95%, per morbillo, parotite e rosolia. C’è sempre il rischio che qualche focolaio possa accendersi. Per questo l’Ordine vuole promuovere la cultura scientifica, combattendo racconti, aneddoti e pregiudizi verso i vaccini».