La giovane paziente è ricoverata all’ospedale di Rimini da alcuni giorni
La giovane paziente è ricoverata all’ospedale di Rimini da alcuni giorni

Riccione, 9 gennaio 2020 - Quando è arrivata tre giorni fa al reparto Infettivi dell’ospedale di Rimini, le sue condizioni erano molto gravi. Oltre alla febbre alta nel corpo della donna si era sviluppata una pericolosa infiammazione della meninge. Immediato il ricovero e l’avvio delle analisi di laboratorio che in poco tempo hanno dato il responso. Si trattava di meningite da pneumococco, una forma virale pericolosa che può portare al decesso, ma non è contagiosa come al contrario accade con la meningite da meningococco.

La circostanza ha consentito ai medici di evitare indagini sui trascorsi della ragazza. Nel caso di menincococco è necessario invece individuare il gruppo di persone con cui il paziente ha condiviso i giorni precedenti all’insorgere della malattia. Per la maningite da pnemococco non è richiesta la profilassi, non trattandosi di un ceppo contagioso.

Restano le condizioni critiche della donna giunta in ospedale all’inizio della settimana. La velocità con la quale è stato individuato il ceppo e di conseguenza sono state avviate le cure, ha consentito un miglioramento del quadro clinico nelle quarantottore seguenti il ricovero. A ieri la donna, seppur in condizioni critiche, non era in pericolo di vita. Individuata la malattia, rimane tuttavia impossibile stabilire dove la donna l’abbia contratta.

La 28enne, a quanto si apprende, vive a Riccione dove lavora nel settore turistico. La ragazza è dipendente in una attività dove svolge il compito di barista. Il caso della 28enne fa seguito a quanto accaduto alla fine di ottobre dello scorso anno, quando sempre all’ospedale Infermi giunse una studentessa riminese di 25 anni accompagnata dai genitori per quella febbre alta che non se ne andava.

In quel caso gli esami stabilirono nel giro di pochissime ore che si trattava di meningite, ma da meningococco, quindi contagiosa. Circostanza che portò l’Ausl ad avviare le necessarie procedure di profilassi che coinvolsero i famigliari, alcuni parenti, conoscenti e decine di compagni di corso all’università. Un centinaio in tutto vennero sottoposti a profilassi.

I casi di meningite limitando la ricerca alla sola provincia riminese, non sono rari. Ogni anno coinvolgono circa una ventina di persone. Circa la metà derivano da infezioni da meningococco. Il batterio solo raramente diventa pericoloso. Questo accade nel caso di individui che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. Nel momento in cui si presentano condizioni simili il batterio può causare malattie importanti quali la meningite e la setticemia.