L'uomo sarebbe sbucato all'improvviso da dietro un'auto
L'uomo sarebbe sbucato all'improvviso da dietro un'auto

Rimini 18 agosto 2021 - "È uscito fuori dal nulla. Mi ha afferrata per un braccio e mi ha obbligata ad avere un rapporto con lui". Un racconto choc quello fatto, prima ai genitori e poi agli agenti della Squadra mobile, da una ragazzina riminese, minorenne, che nei giorni scorsi sarebbe stata vittima di un presunto episodio di violenza sessuale avvenuto a poche centinaia di metri da casa. Una vicenda su cui ora gli agenti della Polizia di Stato di Rimini stanno cercando di fare luce, anche se non sarà semplice mettere insieme i pezzi e ricostruire nel dettaglio i fatti di quella sera.

Tutto, stando alle testimonianza rilasciate agli inquirenti, sarebbe cominciato alcuni giorni fa, verso le 23. La ragazza a quell’ora stava tornando a casa dopo aver trascorso del tempo in compagnia di alcune amiche. A un tratto, da dietro una macchina parcheggiata, sarebbe saltata fuori un’ombra, quella di un uomo alto circa un metro e novanta, di colore, che parlava poche parole di italiano. L’uomo, sempre secondo il racconto fatto ai poliziotti, la avrebbe afferrata per un braccio e, senza darle nemmeno il tempo di reagire o mettersi ad urlare, l’avrebbe trascinata da parte, lontano dalla strada.

A quel punto, sempre continuando a stringerle con forza il braccio, l’avrebbe obbligata ad avere un rapporto orale. Dopo di che, avrebbe messo fine al suo incubo, liberandole il braccio e allontanandosi a passo svelto. Questo almeno è quanto riferito agli investigatori. La minorenne, ancora sotto choc per quanto accaduto, avrebbe quindi fatto ritorno a casa, correndo subito a chiudersi in camera senza dire nulla ai genitori. Afferrato il cellulare, avrebbe incominciato a scambiare dei messaggini con il fidanzatino. Sarebbe stato proprio quest’ultimo ad accorgersi che qualcosa, in lei, non andava, spingendola a raccontare tutto ai genitori.

Dopo alcune resistenze, la ragazzina alla fine si sarebbe lasciata convincere. In lacrime, ha iniziato a ripercorrere quegli interminabili minuti che avrebbe trascoso nelle grinfie del violentatore e le cose orribili che questo l’avrebbe costretta a fare, prima di essere finalmente liberata. I genitori, sconvolti dal suo racconto, hanno quindi deciso di accompagnarla in pronto soccorso, dove i medici l’hanno sottoposta ad alcuni accertamenti. Sono stati gli stessi sanitari, come previsto dal protocollo nei casi di presunta violenza, ad allertare la questura.