Masamba Gaye, il giovane pizzaiolo della Locanda Malatesta (foto Migliorini)
Masamba Gaye, il giovane pizzaiolo della Locanda Malatesta (foto Migliorini)

Rimini, 18 marzo 2019 - Tutto esaurito anche l’altra sera alla Locanda Malatesta di Montescudo. Mentre infuria la polemica tra l’associazione delle attività economiche del borgo, che rigetta le accuse di razzismo e accusa il titolare di essere «a caccia di pubblicità», il locale lavora con il vento in poppa.

Forte anche dell’indubbio effetto promozionale che indirettamente gli hanno portato le polemiche sul colore della pelle del giovane pizzaiolo, Masamba Gaye. L’accusa di ‘giocarci’ è rimandata al mittente da Riccardo Lanzafame: «Non ho cavalcato nessuna onda emotiva sui social, non ho bisogno di pubblicità».

Il titolare conferma i propri timori che il ristorante torni a svuotarsi «appena terminato l’effetto mediatico». Sabato sera tante persone hanno voluto conoscere personalmente e stringere la mano al giovane immigrato del Gambia, che ha sfornato pizze a ripetizione. Gruppi di giovani sono sbarcati anche da diverse località costiere - tra l’altro Riccione, Fano, Pesaro - per pranzare ai tavoli della Locanda. Impegnatissimo non solo il pizzaiolo ma anche il cuoco, Gianmaria. Nel locale sabato campeggiava su una parete l’articolo pubblicato giovedì su queste colonne.

Rimosso invece il cartello affisso dal proprietario: ‘In questo locale abbiamo assunto un ragazzino africano. Se sei razzista non entrare’. Una provocazione per niente gradita dal presidente dei commercianti, Marco Ceccoli, nè dal sindaco di Montescudo, Elena Castellari: «Il nostro Comune non è assolutamente razzista... ho incontrato il titolare della Locanda Malatesta dimostrandogli vicinanza per le difficoltà in termini di clientela e di incassi». Ma sui social e su Tripadvisor continuano le attestazioni solidali: «Mai stato in questo locale ma al prossimo viaggio dalla Sardegna faremo a Montescudo una tappa per assaggiare la pizza», scrive Gianni Simbola di Cagliari.