Rimini, 24 aprile 2019 - Un altro caso di morbillo. Stavolta contagiato dalla malattia è stato uno dei bambini che frequentano l’asilo nido ‘Bruco verde’ di Viserba. «Lo abbiamo scoperto il due aprile scorso – racconta al telefono una delle mamme per conto delle famiglie dei piccoli che frequentano l’asilo – quando abbiamo ricevuto una telefonata dell’Ausl che ci informava della vicenda. Ci invitavano anche ad anticipare il vaccino di richiamo dei nostri figli per garantire loro una maggiore copertura». I genitori dei bimbi frequentanti il nido hanno anche preso carta e penna e scritto una lettera, in data 15 aprile, all’Ausl, al Comune ed alla direzione dell’asilo Asp Valloni che gestisce la struttura dove si è registrato il caso di morbillo per avere ulteriori chiarimenti.

«Volevamo sapere –spiega ancora la donna – senza fare alcuna caccia alle streghe, se il bimbo o la bambina malata, che è già rientrato all’asilo, è stato sottoposto a tutti i vaccini previsti dalla legge. Vogliamo avere la certezza che abbia tutti i requisiti perché è già stato messo in pericolo il benessere dei nostri bimbi e delle nostre famiglie, considerato il fatto che nelle nostre case ci sono neonati di pochi mesi ed anche diverse donne in gravidanza». Ma alla lettera ha risposto solo l’Ausl: «Ci hanno detto che il piccolo aveva rispettato le tempistiche per il rientro nella comunità mentre per avere chiarimenti sulla sua situazione vaccinale, avremmo dovuto rivolgerci all’Asp Valloni, ma da loro nessuna risposta. Ufficiosamente abbiamo saputo che lo stesso Asp Valloni era in contatto con il Comune ed era in attesa d’un colloquio con lo stesso assessore. A tutt’oggi a noi non è arrivata nessuna risposta ufficiale ed i bambini continuano a frequentare l’asilo insieme ad un bambino o bambina che ha contratto la malattia, ma che non sappiamo se sia stato vaccinato per altre importanti malattie e se sia legittimato a frequentare ancora l’asilo», conclude la giovane madre.

L’assessore Mattia Morolli interviene e precisa: «Chiederò immediatamente un incontro con i vertici dell’Asp perché questo è uno scaricabarile non professionale. Avrebbe dovuto dare una risposta più efficae e veloce invece di tergiversare. Spetta, infatti, al gestore della struttura, che non è comunale, informare, come già stato spiegato dal dirigente e dall’assessore Morolli, i genitori se non ci siano più i requisiti di accesso al nido. Respingiamo l’accusa di essere silenti su una partita così delicata che ha visto noi Comune e Ausl protagonisti a livello nazionale».