Indagini nel luogo dove è avvenuto la tragedia (foto Migliorini)
Indagini nel luogo dove è avvenuto la tragedia (foto Migliorini)

Rimini, 25 agosto 2019 - Un padre indagato per la morte della figlia. La tragedia è quella della giostraia del luna park di Miramare: l’autopsia ha confermato che è morta folgorata e ora il sostituto procuratore, Luca Bertuzzi, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Unico indagato, il padre della vittima, come titolare della giostra.

La tragedia si era consumata il 20 agosto scorso, quando, poco dopo le dieci del mattino, il 118 era stato allertato per una donna caduta da una scala. Insieme ai familiari, stava smobilitando le attrazioni e stava lavorando a una delle giostre arrampicata su una scala di ferro, quando l’avevano vista precipitare a terra improvvisamente. Quando gli operatori sanitari erano arrivati sul posto, si erano resi conto che per Dajana Zambelli, 39 anni, originaria di Cremona, non c’era più nulla da fare.

Per quanto avessero tentato di farle ripartire il cuore, alla fine si erano dovuti arrendere. La donna era precipitata da un’altezza di circa due metri e aveva battuto la testa a terra, e all’inizio avevano concluso che era stato il colpo ad ucciderla. Un incidente sul lavoro che aveva fatto correre sul posto anche i tecnici della Medicina del lavoro.

Ma dopo un sommario esame del corpo, era stato il medico legale a sollevare i primi dubbi sulle reali cause di quel decesso. Sui polpastrelli della mano sinistra della vittima aveva trovato infatti segni di bruciature. E l’ipotesi che fosse rimasta invece uccisa da una scarica elettrica, aveva preso consistenza. Vista la situzione, il magistrato aveva sequestrato la struttura e disposto l’autopsia.

Il risultato dell’esame autoptico è arrivato due giorni fa, e non ci sono dubbi: Dajana Zambelli è morta folgorata. Ma cosa ha provocato la scarica elettrica e soprattutto da dove è partita? Nel corso dello smantellamento delle attrezzature, viene staccata la corrente proprio per evitare questo genere di rischi. Gli esperti della Medicina del lavoro continuano a scandagliare la scena della tragedia, per tentare di ricostruirne l’esatta dinamica e riuscire a scoprire l’origine della scarica che ha ucciso la donna. Nel frattempo però, come atto dovuto il magistrato ha inscritto il padre della vittima nel registrato degli indagati, in quanto suo datore di lavoro.