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25 mag 2022

"Nessun conflitto di interesse l’operato di Ugolini è trasparente"

Progetto comune replica al candidato Paolucci: "L’ex vicesindaco non ha mai avuto deleghe all’urbanistica"

25 mag 2022
Il candidato Gianluca Ugolini
Il candidato Gianluca Ugolini
Il candidato Gianluca Ugolini
Il candidato Gianluca Ugolini
Il candidato Gianluca Ugolini
Il candidato Gianluca Ugolini

Nessun conflitto di interessi per il candidato sindaco Gianluca Ugolini, né in passato nel ruolo di vicesindaco, né in futuro se dovesse venire eletto primo cittadino. A parlare di un "operato di Ugolini da sempre a prova di legge" è Progetto comune, la lista civica che lo sostiene. A porre la questione di un possibile conflitto di interesse per il candidato, essendo geometra e socio di uno studio tecnico, era stato il candidato del centrosinistra, Cristian Paolucci. "Innanzitutto - scrive Progetto Comune - chiariamo a differenza tra la legge dello Stato e le sterili, quanto infondate, illazioni a scopo elettorale". Punto primo: "La normativa sul punto è molto chiara. Per il legislatore ‘i componenti la giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato’.

Ciò significa che il legislatore consente anche ai professionisti di ricoprire cariche politiche, prevedendo tuttavia che i titolari delle deleghe in materia di edilizia privata e pubblica non esercitino sul territorio. E così è sempre stato". Appurato che Ugolini non aveva deleghe in materia urbanistica Progetto comune guarda a un eventuale elezione a sindaco. "Essere ‘soci di un noto studio’ non solo non è mai stato un reato, ma rientra tra le ipotesi previste e disciplinate dal legislatore, il quale chiarisce le norme di comportamento degli amministratori: ‘Devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado’". Nel dubbio, "l’astensione è un comportamento previsto dalla legge". Infine le "gravi insinuazioni" di Paolucci "mostrano modi e metodi che non ci appartengono".

Andrea Oliva

© Riproduzione riservata

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