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17 apr 2022

"Non si trova personale": arruolati in sala anche zii e cugini

C’è chi non si è nemmeno presentato ai colloqui. Parenti reclutati per coprire i buchi

"C’è chi a Pasqua ha preferito tenere chiuso l’albergo perché non ha trovato personale disponibile. E chi si è visto costretto ad ’arruolare’ zii e cugini. Familiari e conoscenti hanno dovuto indossare gli abiti del cameriere o dell’aiuto cuoco per il ponte". Lo sfogo di Corrado Della Vista (nella foto) del gruppo Devira Hotels, fotografa bene il problema irrisolto della mancanza del personale. Il weekend pasquale è considerato, da sempre, una sorta di ’stress test’ per il personale. Ovvero, alberghi e ristoranti - in occasione del primo ponte stagionale - mettono alla prova camerieri di sala e ai piani, addetti alla reception o ai fornelli: "E’ stato un mezzo disastro, perché non si trova nessuno..", ammette Della Vista.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un’altra estate da incubo per gli hotel. "Quella del reperimento della forza lavoro resta una piaga – dicono da Promozione alberghiera –. Molti tra i 600 alberghi aperti in questi giorni hanno faticato a reperire il personale necessario. C’è anche chi ha dovuto ’pescare’ tra i parenti, o chiedere ai propri conoscenti, per metterci una pezza". Il fenomeno è acuito anche per le tante conferme che sono arrivate negli ultimissimi giorni a ridosso del ponte pasquale. Insomma dai vacanzieri last minute che hanno preso in contropiede parecchi operatori.

"Trovare personale qualificato rimane purtroppo un nodo non risolto – ammettono dall’Associazione albergatori di Rimini –. In genere a Pasqua le strutture sono solite mettere alla prova del nuovo personale, ma quest’anno per molti albergatori si sta rivelando una sfida già coprire tutti i ruoli necessari".

"Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) – racconta un’albergatrice di Rimini sud – avevo fissato cinque colloqui con persone che volevano fare la stagione, a partire da questo weekend di Pasqua. Non se ne è presentata neanche una. E colleghi mi dicono che è capitato anche a loro. Non credo sia solo un problema di reddito di cittadinanza". Irrisolta sinora anche la questione flussi, le quote di lavoratori extracomunitari che ogni anno il Ministero autorizza a venire a lavorare in Italia. Al solito, siamo in ritardo.

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