L’arrivo dei russi all’aeroporto di Rimini
L’arrivo dei russi all’aeroporto di Rimini

Rimini, 8 agosto 2015 - Dopo aver tentano invano di prendersi il ‘Fellini’, i russi di Novaport fanno rotta su Ancona e riescono a conquistare lo scalo marchigiano. Uno sbarco che fa paura all’aeroporto di Rimini, che ora dovrà vederserla con la concorrenza di Novaport sul mercato dei voli russi. E la società, rappresentata in Italia dal manager riminese Andrea Del Vecchio, farà di tutto per strappare compagnie e tour operator russi che oggi atterrano invece al ‘Fellini’.

Il semaforo verde per Novaport è arrivato ieri mattina, quando la Regione Marche e gli altri soci di Aerdorica (la società che gestisce il ‘Raffaello Sanzio’) hano dato il via libera all’ingresso del gruppo russo nella compagine. Novaport si prenderà la maggioranza dello scalo, ovvero il il 53% della società, che attualmente è in mano per l’85,72% alla Regione, mentre le restanti quote saranno da dividere tra la Camera di commercio di Ancona, la Banca Marche, vari Comuni, la Provincia di Ancona e altri piccoli azionisti. Tutti loro ieri in assemblea hanno dato il loro assenso all’operazione, che chiude la prima parte del complesso iter burocratico e politico che dovrà portare, entro la fine dell’anno, alla piena operatività della nuova società guidata dal colosso russo del settore aeroportuale (6mila dipendenti e 7 scali di proprietà, e altri 10 in gestione), che fa parte della multinazionale Aeon capitanata dal magnate Roman Trotsenko. La Novaport ha avuto vita facile sull’altra offerta presentata dalla cordata formata da quel Consorzio per lo sviluppo dell’aeroporto che (come i russi) aveva tentato anche la scalata al ‘Fellini’, e che ha fatto ricorso contro la decisione di Enac di affidare la gestione dell’aeroporto ad Airiminum. Ricorso che verrà affrontato a settembre.

Sul piatto della Regione Marche i russi hanno messo 22 milioni di euro per ottenere il 53% delle quote, più altri 2,5 milioni per l’acquisto di un altro 12% di azioni, e altri 6 milioni per accollarsi una parte dei debiti (oltre 37 milioni) dello scalo dorico. A questi Novaport ha aggiunto la promessa di investire 12 milioni di euro, con l’intenzione di rifare l’aerostazione, potenziare negozi, ristoranti e servizi. Ma è sui voli che Novaport mette paura a Rimini. Perché il colosso può vantare rapporti privilegiati con alcune compagnie e vettori, gestendo numerosi scali in Russia. L’intenzione è quella di rafforzare tutti i voli dalla Russia nonché dall’Europa orientale e dalla Cina, che sono obiettivi anche di Airiminum.

La ‘guerra’ dei cieli si dovrebbe aprire molto presto, visto che Novaport potrebbe essere nelle condizioni di poter gestire lo scalo già da ottobre. E il sindaco di Riccione, Renata Tosi (che aveva ‘tifato’ perché Novaport si aggiudicasse la gestione dell’aeroporto di Rimini) è intenzionata a incontrare al più presto i manager della società: «Chiederemo un incontro – conferma lei – nei prossimi giorni. Siamo molto interessati ad Ancona: se Novaport potenzierà i collegamenti dalla Russia e da altre destinazioni ritenute strategiche per la nostra città, vogliamo stringere subito in tempi stretti un accordo con loro. Che atterrino a Rimini o ad Ancona, per noi poco importa: l’importante è che poi i turisti si fermino a Riccione!». «Peccato – conclude la Tosi – che non si vedano invece grandi margini di sviluppo per l’aeroporto di Rimini».