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20 mag 2022

Omicidio a Rimini, chi era la 46enne uccisa a coltellate dal compagno

Lei voleva lasciarlo, lui l’ha massacrata senza pietà, ferendo anche la figlia

20 mag 2022
lorenzo muccioli
Cronaca

Rimini, 20 maggio 2022 - Un altro femminicidio insanguina Rimini, a meno di un mese di distanza dall’assassino di Angela Avitabile, 62 anni, uccisa dal marito Raffaele Fogliamanzillo con dodici coltellate il 22 aprile scorso. La vittima questa volta è una donna peruviana di 46 anni, Noelia Rodriguez: a ferirla a morte è stato il compagno, anche lui peruviano, di 54 anni, Maximo Aldana Dela Cruz (video). La figlia dell’uomo, una 27enne, ha provato a mettersi in mezzo per separarlo dalla vittima, rimediando delle ferite alle mani: fino a ieri sera era ancora ricoverata all’ospedale Infermi di Rimini, ma non è in pericolo di vita (foto). Dietro il delitto, che si è consumato ieri poco prima delle 14 in un appartamento al numero 101 di via Dario Campana, ci sarebbe, come nel caso di Angela, il movente della gelosia.

Il luogo del femminicidio a Rimini
Il luogo del femminicidio a Rimini

Lei voleva lasciarlo

Pare, almeno da una prima ricostruzione, che la 46enne fosse sul punto di lasciare il compagno. Per molto tempo la loro era stata una relazione a distanza: sembra che lui abitasse in Perù, e che lei gli mandasse periodicamente dei soldi. Un mese fa però l’uomo era arrivato in Italia. Da quel momento in poi le cose non erano più andate bene, spingendo la donna a prendere una decisione drastica, quella di voltare per sempre pagina. L’uomo, tuttavia, non avrebbe accettato la fine della storia d’amore e questo, secondo quanto accertato dagli inquirenti, lo avrebbe spinto, in un momento di collera, a compiere un gesto estremo. Impugnato il coltello, si è scagliato contro la compagna, colpendola con vari fendenti (di cui almeno uno all’addome).

Omicidio a Rimini, uccide la moglie e ferisce la figlia. Foto
Omicidio a Rimini, uccide la moglie e ferisce la figlia. Foto

L'allarme da una coinquilina della coppia

A dare l’allarme è stata una coinquilina della coppia, richiamata dalle grida: è stata lei a chiamare altre persone residenti nella palazzina di via Dario Campana, che a loro volta hanno contattato il 118 e la Questura di Rimini. Sul posto è arrivata a sirene spiegate un’ambulanza del 118, ma a quel punto per la 46enne non c’era già più nulla da fare. Quando le Volanti della Polizia di Stato sono accorse sul posto, l’uomo si trovava ancora lì, nell’appartamento. I poliziotti lo hanno ammanettato e portato in Questura, dove ieri è stato interrogato dalla Squadra mobile.

È intervenuta anche la Polizia scientifica per eseguire i rilievi. Sono in corso indagini per ricostruire con precisione la dinamica e il movente, anche se per il momento l’ipotesi del delitto passionale sembra essere quella più accreditata. Stando alle prime ricostruzioni, pare che la donna utilizzasse l’appartamento di via Dario Campana, nel quartiere Ina Casa, come base d’appoggio temporanea, ospite di alcuni parenti, ma che non fosse registrata come inquilina. Non è chiaro se anche lui si fosse trasferito nell’abitazione, dopo essere arrivato in Italia dal Perù.

Sarà ascoltata la figlia

Nelle prossime ore sarà ascoltata anche la figlia del 54enne, nata dalla relazione con un’altra donna: proprio la ragazza avrebbe tentato di frapporsi tra la furia dell’uomo e la nuova compagna, riportando dei tagli alle mani. Ancora sotto choc, è stata accompagnata in pronto soccorso per essere visitata, ma le sue condizioni di salute al momento non desterebbero preoccupazione. La Procura ha aperto un fascicolo e nelle prossime ore sarà disposta anche l’autopsia. Sarà importante stabilire se il delitto compiuto sia stato un gesto premeditato o se invece sia il frutto di un raptus. Si indaga anche sul passato della coppia.

 

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