Rimini, 4 febbraio 2021 - «Devono dargli l’ergastolo, se potessi gli farei le cose più atroci, deve soffrire anche lui. Questo non dà sollievo, lo so, e non mi restituirà mia figlia". Sabrina Lombardi è la madre di Sonia Di Maggio (foto), la ragazza massacrata a coltellate  dall’ex fidanzato, in un paesino del leccese. E’ spezzata dal dolore, e aspetta solo di potersi riprendersi il corpo di Sonia.

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Quando l’ha sentita per l’ultima volta?
"Ci telefonavamo spesso, da qualche tempo si era trasferita nella zona di Lecce con il nuovo fidanzato, stava bene ed era felice, avevano fatto tanti progetti insieme".

Sonia Di Maggio

Le parlava mai dell’ex fidanzato?
"Soprattutto negli ultimi tempi, mi raccontava dei  messaggi minacciosi che le mandava, era infastidita e anche un po’ preoccupata, ma non sembrava che ne avesse così paura. Anche se a 800 chilometri di distanza si fa fatica a capire cosa succede veramente. Lui era in preda alla disperazione perchè mia figlia l’aveva lasciato e non voleva arrendersi. Ha chiamato anche me e io cercavo di calmarlo, di convincerlo che se ne doveva fare una ragione. Voleva sapere soprattutto come stava Sonia".

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Che tipo era Salvatore Carfora?
"Io l’ho conosciuto a settembre, quando sono andata a trovare mia figlia a Napoli. Sono rimasta solo una settimana e non ho avuto modo di conoscerlo a fondo. All’apparenza sembrava tranquillo, ma sicuramente era molto geloso di Sonia, molto possessivo. Non voleva che lavorasse e gli dava fastidio anche solo se qualcuno la guardava per strada. Ma mia figlia era davvero bella...".

Lei che cosa gli rispondeva quando parlava della sua gelosia?
"Io potevo solo dargli dei consigli. Gli dicevo che non c’era motivo di essere geloso, Sonia certo non gliene dava, e che doveva essere contento che mia figlia avesse scelto lui. Ogni persona, gli ripetevo, è un essere libero".

Non l’ha mai visto violento?
"Non per il tempo che sono stata lì. Sonia mi ha raccontato di uno spintone che lui le aveva dato durante una lite e che lei era andata a sbattere, procurandosi un livido. Ma era la verità? Non lo so. Dopo, con il senno del poi, ci si fanno tante domande, ci si sente in colpa per non avere capito, intuito. Ma nessuno poteva immaginare che sarebbe arrivato a tanto. No, non ho mai sospettato che sarebbe arrivato al punto da farle del male, al punto da ucciderla".

Cosa prova nei confronti di quell’uomo?
"Rabbia, tanta rabbia. E’ una persona che merita disprezzo e indifferenza. Mi sento in colpa per non averlo capito, ma ormai non serve a niente, abbiamo tutti sottovalutato quella persona".

Chi era Sonia?
"Io istintivamente sono portata a fidarmi delle persone. Lei era come me, anzi di più. Della gente vedeva soltanto il lato positivo, e questo gli è costato carisssimo".

Gli amici hanno chiesto di portarla a Rimini
"Lo so, ma suo padre e io abbiamo deciso che quasi certamente faremo i funerali qui a Lecce e poi ci sarà la cremazione. Poi la riporterò a casa. Domani sera (oggi per chi legge, ndr) hanno organizzato una fiaccolata per lei. Ci saremo anche noi, con il cuore spezzato".