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13 apr 2022

Rimini: oro, platino e orologi in una cassetta di sicurezza, blitz della Finanza

Nuovi sviluppi nell'operazione Free Credit legata alla compravendita di falsi crediti di imposta: sequestri per 305 milioni di euro

Il materiale sequestrato
Il materiale sequestrato

Rimini, 13 aprile 2022 - Oro, platino e orologi preziosi che erano detenuti in una cassetta di sicurezza in Austria. Ma anche criptovalute, attualmente custodite in un wallet così da impedirne la movimentazione. Nuovi sequestri della Guardia di Finanza di Rimini nell'ambito dell'operazione Free Credit, che aveva portato allo smantellamento di un articolato sodalizio criminale con base operativa a Rimini ma ramificato in tutto il territorio nazionale, composto da 56 associati e 22 prestanome ritenuti, almeno allo stato delle indagini, responsabili di aver frodato lo Stato italiano per 440 milioni di euro commercializzando falsi crediti di imposta, introdotti tra le misure di sostegno emanate dal Governo con il Decreto Rilancio, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà.

Dopo il blitz del gennaio scorso, le indagini delle Fiamme Gialle sono andate avanti: 175 gli apparati informatici sequestrati nelle perquisizioni, oltre 20 terabytes di preziosissimi dati da analizzare. Uno sforzo che ha dato come risultato il recupero di circa il 97% dell’ammontare della presunta frode, tra immobili, società, veicoli e disponibilità finanziarie e crediti che sono stati bloccati prima che venissero ceduti: di questi, oltre 80 milioni erano già stati immessi nel sistema di vendita e sarebbe bastato un click per farli sparire.

Il totale dei crediti sequestrati e di cui è stata impedita la vendita ammonta a circa 305 milioni di euro. La cassetta di sicurezza con dentro un vero e proprio tesoro è stata sequestrata con la collaborazione delle autorità austriache che hanno recepito un Ordine Investigativo Europeo della Procura di Rimini, e successivamente un Ordine di Congelamento emesso dal Gip di Rimini del Tribunale del capoluogo, a riprova della efficacia della cooperazione internazionale di giustizia nell’aggressione dei patrimoni illeciti anche all’estero.

La prosecuzione delle indagini ha consentito di quantificare le percentuali di guadagno e quindi il profitto dell’attività di commercializzazione dei falsi crediti confermando, almeno allo stato delle indagini, l’ipotesi del riciclaggio a suo tempo contestata a 5 indagati, per cui il G.I.P. ha emesso un secondo decreto di sequestro preventivo per 9,7 milioni di euro che ha riguardato immobili, quote societarie e veicoli.

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