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9 giu 2022

"Pa, urgente stabilizzare i precari"

Le federazioni Pubblico impiegno della Csu sollecitano il governo chiedendo anche il rinnovo del contratto

9 giu 2022
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu
Milena Frulli e Antonio Bacciocchi, segretari Pubblico impiegno della Csu

Stabilizzazione dei precari e rinnovo del contratto. Questi i temi più importanti al centro dei direttivi delle federazioni Pubblico Impiego della Centrale sindacale unitaria che si sono riuniti nei giorni scorsi. Tanti gli argomenti che sono sul tavolo del confronto con la delegazione di governo. "In particolare – spiegano dal sindacato – prosegue il confronto per definire l’accordo di stabilizzazione del personale precario del settore pubblico allargato, diretta conseguenza di ciò che si è fatto nel 2020 per il personale dell’Iss". Le Federazioni sollecitano la delegazione di governo affinché si raggiunga "rapidamente ad una positiva conclusione dell’accordo.

Questo non riguarda solo i dipendenti precari, ma in tale ambito si intende anche prendere impegni per il rinnovo del contratto Pa, dove finalmente si estende a tutti i dipendenti pubblici, compresi i docenti, un meccanismo di salvaguardia per i lavoratori, al fine di evitare la creazione di nuovo precariato".

L’amministrazione "si assume l’obbligo di emettere bandi di concorso per le posizioni ricoperte da incarichi previste dal Fabbisogno – sottolineano dal sindacato –. In assenza del concorso, il dipendente viene assunto a tempo indeterminato dopo tre anni di servizio. Altro elemento qualificante è che per le posizioni fino al terzo grado, una volta definita la stabilizzazione, il meccanismo di assunzione su posizione vacante si attua dopo un periodo di prova di sei mesi".

A fronte di ciò le Federazioni pubblico impiego di Csdl e Cdls si assumono l’impegno con il governo "di definire il nuovo regime normativo e retributivo previsto dalla legge di riforma della Pa prevedendo nuovi istituti e riformando la composizione delle retribuzioni". Secondo il sindacato "è necessario, dopo anni, parlare anche di un adeguamento delle retribuzioni per far fronte ad un costante e progressivo calo del potere d’acquisto degli stipendi, considerando anche che una parte importante di dipendenti pubblici ha stipendi medio- bassi".

I Direttivi confermano "l’impegno delle Federazioni nel governare i processi di cambiamento mettendo al centro i dipendenti, le persone e le loro competenze al servizio dei cittadini, e chiedono all’amministrazione pubblica di porre la massima attenzione affinché tali processi siano fonte di equità e giustizia e non inficiati da pressioni politiche".

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